Picco di iscrizioni per Mastodon, “l’alternativa etica a Twitter”

Fondato nel 2016 dal tedesco Eugen Rochko, allora 24enne, Mastodon è il social che si autopresenta come “l’alternativa etica a Twitter”. Una piattaforma conta 4,4 milioni di iscritti, e che negli ultimi giorni sta registrando a un vero e proprio boom di download. Una crescita considerevole, causata forse dall’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk: da quel momento infatti è scattata la corsa degli utenti verso piattaforme alternative, e la principale candidata al momento sembra essere Mastodon.
Secondo lo stesso Rochko, la notizia dell’acquisizione di Twitter da parte di Musk ha innescato un picco di iscrizioni. E su Twitter ora Mastodon è al quarto posto tra gli argomenti più cinguettati.

No a pubblicità sul “social network federato” 

Il social si caratterizza per l’assenza di pubblicità e profilazione degli utenti, ma soprattutto è interamente guidato dalla sua community, che controlla e segnala i post che violano le regole di utilizzo. L’aspetto di Mastodon è quello di un microblogging in stile Twitter, con un limite di 500 caratteri, e si descrive come “la più grande rete di microblogging libera, open-source e decentralizzata del mondo”. Questo perché non si appoggia a un server centrale, bensì su una rete di ‘nodi’ collegati, tanto da definirsi anche come “social network federato”.

La pubblicazione dei contenuti non risponde agli algoritmi di profilazione

Mastodon è formato da circa 3mila canali, chiamati ‘istanze’, ognuna con le proprie regole d’uso e argomenti vietati.
Ad esempio, su Mastodon.uno, la prima istanza generalista indirizzata ai soli utenti di lingua italiana, è vietata l’apologia di fascismo, cosi come sono vietati razzismo, sessismo, transfobia, proselitismo e intolleranza religiosa, nonché la diffusione intenzionale di fake news, riporta Ansa. Inoltre, la pubblicazione dei contenuti non risponde ad alcun algoritmo che metta in evidenza post che si potrebbero trovare interessanti. Infatti Mastodon mostra tutto in ordine cronologico. E non c’è un unico flusso di informazioni: i post sono pubblicati in diversi hub.

La community gestisce la segnalazione dei post che violano le regole

Il controllo dei contenuti, riporta Techprincess, spetta poi solo alla community, che gestisce la segnalazione dei post che violano le regole. Una prospettiva che in un periodo in un cui le fake news abbondano può spaventare, ma Mastodon crede che lo sforzo collettivo funzioni meglio di qualsiasi algoritmo. 
“Se non volete un social network in cui Mark Zuckerberg, Jack Dorsey o un altro ceo miliardario determini cosa potete pubblicare e quali post possano diventare popolari, Mastodon è una buona alternativa”, si legge nell’hub italiano Mastondon.uno. In ogni caso, dopo il debutto su iOS, Mastodon ora arriva anche su Android. Resta da vedere se la crescita della piattaforma sarà davvero sostenibile.

Le 7 novità di Instagram in arrivo per i messaggi

Ha inizio il roll out di un aggiornamento di Instagram, che introdurrà diverse novità nella sezione di messaggistica della nota app del Gruppo Meta.
Lo ha annunciato la stessa Meta, che in una nota ufficiale della compagnia ha dichiarato che presto le novità saranno disponibili per tutti. Le aggiunte verranno infatti progressivamente estese a tutto il mondo, e saranno valide sia per i sistemi iOS sia per quelli Android. Si tratta di revisioni che puntano alla strategia a lungo termine di Meta, che desidera in futuro unificare l’app di messaggistica Messenger di Facebook, quella di Instagram e WhatsApp.

Rispondere durante la navigazione, condivisione rapida, scoprire chi è online

La prima novità riguarda le risposte durante la navigazione. Quando si riceve un nuovo messaggio mentre si naviga nel feed sarà possibile rispondere senza andare nella casella di posta. Questa nuova funzionalità rende molto più facile e comodo chattare quando si è già all’interno dell’app.
La seconda novità è la condivisione rapida. Toccando e tenendo premuto il pulsante di condivisione si potrà ricondividere facilmente i post. Mentre la terza, verrà introdotta per scoprire chi è online. Nella parte superiore della casella di posta si potrà infatti vedere chi è libero di chattare in quel momento.

Riprodurre, mettere in pausa e ripetere, inviare messaggi “silenziosi”

La quarta novità darà la possibilità agli utenti di Instagram di riprodurre, mettere in pausa e ripetere brani musicali. Grazie all’integrazione con Apple Music, Amazon Music e Spotify, si potrà condividere nei messaggi un’anteprima di 30 secondi di un brano e i gli amici potranno ascoltarlo direttamente dalla finestra della chat. Quinta novità, inviare messaggi “silenziosi”. Con questa funzionalità sarà possibile inviare messaggi senza avvisare gli amici a tarda notte, o quando gli interlocutori sono occupati, aggiungendo ‘@silent’ al messaggio, senza perciò preoccuparsi di inviare notifiche indesiderate.

Tema lo-fi per la chat, creare un sondaggio

La penultima novità per la messaggistica di Instagram è il tema lo-fi per la chat. Si tratta di un nuovo tema della chat lo-fi (bassa fedeltà, contrazione del termine in lingua inglese low fidelity) per rendere le conversazioni più personali e creative.
Infine, segnala Adnkronos, la settima e ultima novità annunciata da Meta riguarda la possibilità di creare un sondaggio. Questa è già una delle funzionalità di chat di gruppo più amate di Messenger per creare un sondaggio direttamente nella chat di gruppo, e verrà estesa anche al sistema di messaggistica di Instagram.

Cybersecurity: in Italia è l’email il mezzo di attacco principale 

Nel 2021 l’Italia ha dovuto affrontare una serie di minacce informatiche, di cui le principali sono sottrazioni di informazioni finanziare, estorsione doppia e attacchi alle catene di fornitura. Stando al Rapporto annuale 2022 di Yoroi, agenzia di cybersecurity parte di TinextaCyber, il vettore principale di violazione malware nel nostro Paese resta la posta elettronica. È in questo modo infatti che si diffondono le email di phishing, ovvero le comunicazioni fraudolente che mimano istituti, banche e aziende reali per convincere le persone a cliccare su link malevoli. Ma le email possono anche essere vettore di spear phishing, una tecnica ancora più sofisticata che rischia di trarre in inganno anche gli utenti più esperti.

Possibile incremento di attacchi provenienti da gruppi appoggiati da Mosca

Secondo Yoroi i primi obiettivi dei cybercriminali sono i dati finanziari. E come evidenziato già nel 2020, gli analisti di Yoroi individuano nei trojan bancari i principali malware diffusi in Italia nel 2021.
I paesi da cui provengono il totale delle minacce sono gli Stati Uniti, la Cina e la Russia, ma a seguito della guerra in corso in Ucraina è lecito aspettarsi un incremento importante degli attacchi provenienti dai gruppi appoggiati da Mosca.

I documenti Ms Office sono il vettore di consegna dei malware più rilevante

“Per il quinto anno di fila, le mail malevole rappresentano una parte rilevante dei cyber-attacchi – spiegano gli esperti di Yoroi -. Esaminando la telemetria raccolta dall’infrastruttura di monitoraggio del nostro Cyber Security Defence Center, possiamo confermare che i documenti di Microsoft Office sono il vettore di consegna dei malware più rilevante”.
Per far fronte alle minacce nel prossimo futuro, secondo Yoroi, è necessario compiere significativi sforzi di miglioramento nella gestione delle ‘cyber-crisis’, diventando capaci di sviluppare politiche aziendali e tecnologiche di protezione e prevenzione, riporta Ansa.

Comprimere gli allegati all’interno di un file di archivio

La strategia più utilizzate dagli attaccanti per sfruttare il vettore email sono le campagne di spam malevolo denominate malspam, configurate per colpire singoli individui e piccole organizzazioni, ad esempio, tramite mail di finte fatture con documenti Office malevoli. I documenti di Microsoft Office sono il vettore di consegna del malware più rilevante, nonché il modo più comune per diffondere il primo stadio della catena di infezione del malware. Infatti, i documenti Microsoft Word (35%) e i fogli di calcolo Excel (33,2%) rappresentano il 68,2% di tutti gli allegati maligni intercettati dai servizi Yoroi di email Protection, si legge su lineaedp.it. Una delle ultime tattiche adottate dai cyber criminali è quella di comprimere gli allegati all’interno di un file di archivio (zip, gzip o rar, 7zip) e crittografarli con una password menzionata all’interno del corpo della mail. Un metodo abbastanza semplice, ma molto efficace, e su cui gli avversari fanno sempre più riferimento.

Internet: accesso universale, sicuro e veloce essenziale per la crescita economica del Paese

Internet come motore dello sviluppo di un paese. E’ questo il principale dato che emerge dall’edizione 2022 del Broadband Index di Cisco, uno studio condotto ogni anno su quasi 60.000 lavoratori di trenta Paesi (fra cui l’Italia) chiamati a rispondere sulla qualità della banda larga domestica. In sintesi, la crescita sociale ed economica di una nazione è legata a doppio filo con un accesso universale, affidabile e veloce a internet: lo pensano tre lavoratori su quattro. Tra i dati emersi dall’analisi, si scopre inoltre che  il 40% della forza lavoro italiana fa affidamento sulla connessione internet domestica per lavorare da casa o gestire la propria attività, il 42% dei nostri connazionali interpellati usa una tecnologia mobile per connettersi da casa, il 28% usa la fibra ottica e il 49% è connesso alla sua rete broadband per 7 o più ore al giorno.

Il lavoro ibrido dipende da una connessione internet di qualità

Secondo l’indagine Cisco, il 71% dei lavoratori italiani (75% a livello globale) ritiene che i servizi in banda larga debbano essere migliorati per supportare un modello di lavoro ibrido di qualità, mentre il 73% pensa che sia importante la qualità e l’affidabilità della connessione internet.

Per comprendere quanto una connessione ad alte prestazioni sia rilevante, basti pensare che il 79,5% del campione italiano ha dichiarato di fare un utilizzo casalingo di internet in banda larga per più di 4 ore al giorno, e il 49% addirittura per 7 ore o più. Percentuali che sono di poco inferiori a quelle registrate a livello globale, dove otto utenti su 10 (l’84%) usano la connessione in banda larga domestica per più di quattro ore, e il 54,6% per più di 7 ore.

Il Broadband Index 2022 di Cisco ha fatto emergere anche altri elementi interessanti. Come ad esempio il fatto che nel 56% dei nuclei familiari di cui fanno parte gli interpellati, tre o più persone usano internet contemporaneamente (il 60% a livello globale). Per far fronte a queste necessità di connessione il 42% afferma di usare qualche tipo di tecnologia mobile, compreso l’uso dei propri smartphone come hub verso la rete 4G o 5G, mentre il 28% usa la banda larga su fibra ottica. 

Obiettivo upgrade

Non solo: il 34% degli interpellati italiani (e il 43% a livello globale) prevede di fare nei prossimi 12 mesi un “upgrade” dei servizi internet di cui dispone, per poter così disporre di un livello di connessione più avanzato.

Ma non è tutto. La connettività è sempre più importante anche per quelle piccole realtà che non hanno a disposizione le stesse risorse delle grandi aziende, dato che secondo lo studio il 40% della forza lavoro italiana (e il 48% a livello globale) si affida alla connessione internet domestica quando deve lavorare da casa o per gestire la propria attività.

Ed anche la sicurezza è vitale per il lavoro ibrido, dal momento che questo modello professionale richiede di accedere a applicazioni, servizi e dati da più luoghi e device, su reti pubbliche o private. Le persone ne sono consapevoli, al punto che oltre la metà a livello globale dichiara che sarebbe disposta a pagare di più per una connessione internet in banda larga “più sicura”.

Twitter, una nuova funzione per superare i 280 caratteri

Twittter dice addio al limite dei 280 caratteri? A quanto pare, sembra che Twitter abbia intenzione di introdurre una nuova funzione, Articles, con cui gli utenti sarebbero liberi dal vincolo imposto al numero di caratteri dei tweet. In questo modo potranno pubblicare sul loro profilo veri e propri blog. Non è chiaro quando Twitter Articles sarà lanciato sul social, ma negli ultimi mesi la compagnia di San Francisco ha introdotto, e spesso eliminato, diverse aggiunte alla propria offerta base. In ogni caso, a suggerire la concretezza all’intenzione è l’insider Jane Manchun Wong, reverse engineer di Twitter, che ha pubblicato sul proprio profilo uno screenshot di Twitter Articles. L’immagine indica che la nuova funzione sarebbe inserita in una sezione a parte dei profili, un po’ come attualmente succede per le audio chat di Twitter Spazi. 

Scompare il limite caratteristico dei cinguettii

Oltre ai già citati Spazi, nel 2020 Twitter aveva lanciato i Fleets, vere e proprie ‘storie’ à la Instagram, che apparivano sulla parte alta del profilo, poi scomparsi l’anno successivo.
Di fatto, con Articles verrebbe meno un limite di caratteri che rappresenta la caratteristica principale del social cinguettante. Del resto, il limite era stato già ritoccato verso l’alto nel 2017, quando per tutti gli utenti dalle 140 battute stabilite dal giorno del lancio nel 2006, si era passati a 280.

Per ora Articles è in fase sperimentale

In ogni caso, per quanto riguarda il limite della lunghezza dei tweet, Articles permetterebbe di comporre messaggi più articolati, non conteggiando immagini o altri file multimediali allegati, e allungando ulteriormente il testo potrebbe quindi trattarsi di un tipo di post differente dai comuni tweet.
Per ora comunque si tratta di funzionalità sperimentali alle quali il social network dell’uccellino sta lavorando, e non ci è dato di sapere se e quando saranno disponibili. Probabilmente è questione di mesi, per ora testate su pochi utenti scelti dal social per verificare l’effettiva utilità delle funzioni in questione. 

In arrivo (forse) anche i “non mi piace”

Ma oltre ad Articles, Twitter starebbe sperimentando anche l’introduzione dei downvote, vale a dire i non mi piace, funzione a cui Facebook ha sempre deciso di astenersi per evitare inutili discussioni. Basti pensare a social network ludici come Ludomedia, dove il tasto non mi piace spesso causa litigi e discussioni varie. Twitter invece starebbe prendendo in considerazione l’idea di esprimere il proprio disappunto a un tweet. Tuttavia, come avviene con i non mi piace su Youtube, gli utenti non potranno conoscere quanti non mi piace ha ricevuto un post. Quindi solo l’autore potrà vederli, in questo modo si evitano non mi piace ingiustificati. Inosmma, Twitter vuole offrire agli utenti la possibilità di esprimere il disappunto ma con criterio.

Passaggio al digitale, così il 71% delle Pmi a livello globale ha resistito alla  pandemia

E’ stato il passaggio al digitale a permettere a quasi due terzi (71%) delle piccole e medie imprese a livello globale di sopravvivere alla scure della pandemia. A dirlo è la quinta edizione del report SMB Trends di Salesforce, realizzata dalla società di ricerca The Harris Poll e che raccoglie le risposte di oltre 2.500 imprenditori e leader di piccole e medie imprese (PMI) in tutto il mondo tra Nord e Sud America, Europa e Sud Est Asiatico. Per quanto riguarda il nostro paese, il 51% dei leader delle PMI intervistati afferma che il supporto della business community è stato importante per il superamento della crisi dovuta alla pandemia, e il 67% afferma che il ruolo del Governo è stato altrettanto determinante.

Sopravvivenza solo con investimenti nel digitale

Con l’arrivo della pandemia, le PMI hanno capito che avrebbero potuto garantirsi un futuro solo facendo forti investimenti in ambito digitale. In moltissimi paesi, Italia compresa, abbiamo visto un vero e proprio cambio di passo. Le aziende sono diventate più digitali e quindi più agili”, commenta Giovanni Crispino, Senior Area Vice President France, Southern Europe Middle East & Africa. “Quando l’emergenza sanitaria sarà finalmente terminata, i benefici risulteranno ancor più evidenti, la situazione sarà completamente nuova e i cambiamenti introdotti rappresenteranno il vero motore della crescita. Insomma un nuovo assetto che renderà le aziende più competitive soprattutto su scala internazionale”.

Digitalizzazione in tempi rapidi

Il report, ripreso da Adnkronos, evidenzia che le piccole e medie imprese hanno dovuto ricorrere in tempi brevissimi all’attivazione di un piano di digitalizzazione.  Molte realtà hanno avuto la necessità di assicurarsi che i propri dipendenti potessero comunicare, collaborare e promuovere le vendite in sicurezza in un nuovo mondo in continua evoluzione. A livello globale, il 71% delle PMI afferma di essere sopravvissuto alla pandemia grazie alla digitalizzazione. In Italia il 63% delle PMI intervistate dichiara che la propria attività non avrebbe potuto sopravvivere alla pandemia senza forti investimenti in ambito tecnologico. Inoltre, sempre in Italia, il 72% delle PMI ha aumentato la presenza online della propria azienda nell’ultimo anno (di cui il 17% in modo significativo). Per le PMI italiane gli investimenti si sono concentrati maggiormente nelle tecnologie a servizio del marketing (35%) e dell’assistenza clienti (31%). D’altra parte, solo il 45% delle PMI era già in possesso di una soluzione CRM. Questa tendenza diventerà sempre più presente anche nell’immediato futuro, dato che le PMI prevedono cambiamenti a lungo termine anche dopo la pandemia.

e-commerce: in Italia +68% nel 2021

Secondo un’analisi condotta da idealo, dopo il 2020, caratterizzato da una crescita record (+99%) per l’e-commerce in Italia, il 2021 è stato un anno di ‘ritorno alla normalità’, sia dal punto di vista dei tassi di crescita sia da quello delle preferenze online degli italiani. E nel 2021 le intenzioni di acquisto hanno mostrato un aumento dell’interesse per lo shopping online del +68%. 

“Un dato importante che conferma come il picco di interesse verso l’e-commerce indotto dalla pandemia non sia stato momentaneo e contingente – commenta all’Adnkronos Dumitru Baltatescu, Country Manager di idealo per l’Italia -, ma abbia generato un reale cambiamento nelle abitudini di acquisto dei consumatori italiani”. 

Per competere con i big serve preparazione

“Questa accelerazione nella digital transformation, da un lato, ha aiutato a far crescere la consapevolezza negli strumenti online a disposizione per risparmiare, e dall’altro, a far capire che mondo online e offline possono coesistere e supportarsi – sottolinea Baltatescu -. Questo non lo hanno capito solo i consumatori, ma anche tante aziende italiane che nel 2021 si sono lanciate sul mercato digitale, dopo aver colto la necessità di cambiare strategia per far fronte al calo delle vendite offline. Bisogna però essere coscienti che come in ogni altro settore non ci si può improvvisare, e che per competere con i big dell’e-commerce serve preparazione”.

Categorie merceologiche: Elettronica e Abbigliamento le più gettonate

Un recente sondaggio di idealo conferma come durante eventi come il Black Friday solo il 10% dei consumatori online ha acquistato sui siti web medio-piccoli, a fronte di oltre il 56% che ha acquistato dai grandi marketplace. Quanto alle categorie merceologiche, nell’anno appena concluso Elettronica e Abbigliamento tornano a essere le categorie protagoniste nelle preferenze online degli italiani, rappresentando oltre due terzi del totale delle intenzioni d’acquisto. In particolare, 47% per Elettronica, 11% per Sport & Outdoor e 10% per Moda e Accessori.

Smartphone: per gli acquisti gli e-shopper usano il filtro prezzo

Di fatto, però, gli smartphone sono in assoluto i prodotti più desiderati online nel 2021. Questo nonostante il loro aumento dei prezzi, pari a oltre il +10%. Un aumento dovuto, in parte, alle carenze di chip su scala mondiale. Su 100 utenti online, circa 7 e-shopper hanno utilizzato il filtro prezzo nelle loro ricerche per acquistare uno smartphone, e quasi la metà imposta un range tra i 100 e i 300 euro, concentrandosi su modelli non più vecchi di due anni. Questo per sfruttare il naturale deprezzamento che anche i cellulari fanno registrare dopo il loro lancio.

I prezzi dei nuovi modelli di smartphone, infatti, scendono in media del 5% già dopo tre mesi dal loro lancio, ma è dopo sei/sette mesi che si possono fare gli affari migliori, in quanto dopo quel periodo i prezzi scendono in media del 10%.

L’IoT nel 2030 secondo McKinsey

L’Internet delle cose sarà sempre più presente nella nostra vita. E secondo lo studio di McKinsey ‘The Internet of Things: Catching up to an accelerating opportunity’, entro il 2030 potrebbe generare tra i 5500 e i 12.600 miliardi di dollari a livello globale. Ma se da una parte c’è cautela sullo sviluppo di fabbriche intelligenti, smart city e veicoli autonomi, dall’altra sembra esserci stata un’accelerazione nelle case, negli uffici, e nella salute. Nonostante le stime al ribasso, l’applicazione dell’IoT nelle fabbriche resta la più promettente in termini economici (vale 1.400-3.300 mila miliardi di dollari, circa un quarto del totale), dove permetterebbe di trovare quello che McKinsey chiama ‘il sacro Graal dei tecnici’: la manutenzione predittiva.

Agricoltura, salute e città

Se l’agricoltura di precisione permetterebbe di produrre di più con meno risorse, aumentando la resa del 15-20%, la seconda applicazione dell’IoT per valore generato (550-1.760 miliardi) è la sanità.
Nel 2030 il monitoraggio e il trattamento delle malattie potrebbe arrivare a valere il doppio rispetto alle applicazioni legate al benessere. I pazienti potranno utilizzare apparecchiature che rilevano e comunicano dati ai medici, lanciando allarmi in caso di anomalie. L’impatto economico dell’IoT sulle città potrebbe invece essere di 1000-1700 miliardi di dollari. Dal monitoraggio della qualità dell’aria alla riduzione degli sprechi, dalla sicurezza all’energia, la fetta più consistente dell’IoT in città sarebbe però generata dalla ‘gestione del traffico centralizzata e adattiva’. 

Al supermercato e in casa 

L’IoT cambierà anche il modo di comprare. Già nei prossimi due anni più della metà delle catene di vendita al dettaglio potrebbe avere casse automatiche, con una copertura fino al 90% nel 2030.
McKinsey prevede però che ‘la chiave della futura esperienza’ sarà legata alla personalizzazione: offerte su misura in tempo reale, sconti, e consigli dedicati. Con telecamere e reti neurali poi ognuno potrebbe fornire informazioni sui suoi gusti. Tecnologie come questa potrebbero aumentare la spesa in negozio del 20-30%. L’IoT in casa, invece, se dal punto di vista economico ha ricadute potenziali contenute (400-800 miliardi di dollari, il 7-8% del totale), ha un impatto enorme su come le persone trascorrono tempo e spendono denaro. Verrà utilizzato per automatizzare le faccende domestiche, per l’intrattenimento e il risparmio energetico.

Al lavoro

Un ufficio in cui tutto è connesso renderebbe più efficiente la gestione degli spazi: le informazioni raccolte su movimenti e attività dei dipendenti permetterebbero di progettare meglio la configurazione degli spazi, e la realtà aumentata migliorerebbe la condivisione, anche da remoto.
Gli stessi principi, applicati sui cantieri, potrebbero aumentare la produttività del 5-10% e ridurre il costo delle materie prime del 5-9%. Come dimostra McKinsey, riporta Agi, sono molti i fattori che potrebbero accelerare o frenare lo sviluppo dell’IoT. Quelli che il report chiama ‘abilitatori’ (il valore percepito, la tecnologia e la connettività) e le ‘barriere’: le imprese si concentrano troppo poco su progetti di trasformazione. E poi ci sono cybersecurity e privacy, senza le quali l’IoT si trasforma da opportunità in rischio. 

Il mondo cambia e Instagram annuncia le novità per il 2022

“Dovremo ripensare a cosa sia davvero Instagram – ha dichiarato Adam Mosseri, capo del social network del gruppo Meta, già Facebook – perché il mondo cambia velocemente e noi dobbiamo cambiare insieme a lui”. In un video intervento su Twitter Mosseri ha presentato tutte le novità del social per il 2022. Novità che riguardano le Stories, i Reel a la parivacy. Di fatto però il focus di Instagram resterà sui video anche per l’anno appena iniziato, un genere di post su cui Instagram ha puntato molto nell’ultimo biennio soprattutto per fronteggiare le app concorrenti, come TikTok, che sui video brevi ha fondato parte del suo successo. Nel suo video messaggio Mosseri ha spiegato come nel 2022 Instagram porterà la durata delle Stories da 15 a 60 secondi, ed erediterà una serie di funzioni proprio da TikTok, come i commenti nei Reel, i mini filmati simili alle storie, ma ai quali l’app dedica un menu a sé, e la sintesi vocale del testo per i video.

Più opportunità di guadagnare per i creator, ma occhio alla privacy  

Nei prossimi mesi per i creatori di contenuti ci saranno maggiori opportunità di monetizzazione, ma un altro punto su cui Instagram ha intenzione di intervenire è una migliore gestione della privacy.
Quest’ultimo aspetto è una risposta ai problemi evidenziati nel corso del 2021 dovuti alle rilevazioni della ex product manager nel dipartimento di integrità civica di Facebook, Frances Haugen, e ai Facebook Papers, che hanno sollevato molti dubbi sul lavoro dei prodotti capitanati da Mark Zuckerberg nel preservare l’incolumità digitale e la salute dei più giovani. A riguardo, una prima mossa è stata l’introduzione su Instagram di ‘prendi una pausa’, la funzione per ridurre il tempo passato sull’app.

Maggiore tutela dei minori: arriva la funzione parental control

Mosseri, a fine novembre 2021, aveva infatti testimoniato dinanzi al Senato Usa, e poco dopo la società si era detta pronta a fornire maggiore trasparenza sui dati riguardo alle modalità d’uso della piattaforma da parte dei minori. Instagram nel 2022 introdurrà quindi la funzione parental control, per offrire ai genitori una visione più chiara delle attività dei figli online, riferisce Il Giorno.

Migliorare il sistema di messaggistica

Mosseri ha proseguito dichiarando che un altro aspetto importante su cui l’azienda vuole lavorare è il sistema di messaggistica, il punto cardine della comunicazione tra aziende e creator. Ulteriore conferma, si legge su hdblog.it, arriva anche sull’imminente possibilità di scegliere un feed cronologico a scapito di quello algoritmico, e in generale sulla necessità di ridare agli utenti maggior controllo sull’esperienza social. Insomma, le novità di Instagram anticipate da Mosseri per il 2022 sono nella maggior parte dei casi più indicazioni e direzioni da prendere piuttosto che funzioni specifiche. Ma quello che emerge è la volontà di dare una ‘svecchiata’ al social, nell’ottica di restare il più possibile al passo con i tempi e le tendenze sempre in costante evoluzione.

I wireless provider sono ottimisti nonostante la pandemia

L’ottimismo tra i provider di servizi a banda larga wireless è a livelli record. Nonostante la sfida posta dalla pandemia e l’incertezza economica, più di quattro WISP su cinque (81%) dichiarano di essere ottimisti sul futuro, rispetto al 71% nel 2020 e al 61% nel 2019. Questi i dati di un sondaggio realizzato da Cambium Networks, e condotto tra luglio e agosto 2021 tra i provider di 23 paesi.
“I wireless service provider rimangono resilienti nei confronti delle attuali difficoltà, con una notevole capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti della domanda e della tecnologia e un forte impegno a offrire un servizio affidabile a prezzi competitivi – afferma Scott Imhoff, Senior Vice President of Product Management di Cambium Networks -. Sfruttando le nuove opportunità offerte nelle aree suburbane e rurali, i WISP continuano a far progredire il settore e a creare comunità più forti e più connesse”.

La copertura nelle aree urbane è salita dal 15% al 18%

Sebbene i provider di servizi wireless a banda larga storicamente eccellono nei servizi residenziali rurali, lo studio ha dimostrato che questi operatori stanno diventando ugualmente capaci nel fornire connettività in ambito urbano e suburbano. In particolare, attraverso la tecnologia delle onde millimetriche a 28 e 60 GHz, con le prime implementazioni avvenute nel 2021. Mentre Il 44% fornisce una copertura nelle aree rurali, la copertura nelle aree urbane è salita dal 15% al 18%. Quasi un quarto dei WISP (24%) fornisce infatti servizi in maniera uniforme a comunità urbane, suburbane e rurali.

Espandere l’offerta per far crescere l’attività

Anche la disponibilità prevista per il 2022 del nuovo spettro a 6 GHz è considerata un’entusiasmante opportunità di espansione: tutti gli intervistati riferiscono che stanno sviluppando piani per capitalizzare la nuova tecnologia e soddisfare meglio le esigenze della crescente domanda di connettività. Inoltre, i fornitori di servizi wireless a banda larga continuano a espandere la loro offerta per far crescere la loro attività, con il 22% che aggiunge Wi-Fi residenziale, il 14% hotspot all’aperto e il 3% che ora offre servizi mobili. Tra le sfide che i WISP devono affrontare, i finanziamenti continuano a occupare il posto più alto, con il 31% che li considera un ostacolo alla crescita. Segue da vicino la disponibilità dello spettro RF (29%).

Nel 2022 ci sarà un uso rapido ed efficiente dello spettro RF

“Guardando al 2022, quando le bande di frequenza a 6 GHz saranno disponibili, ci sarà un uso rapido ed efficiente dello spettro RF – continua Imhoff -. Ci aspettiamo che i service provider colgano questa opportunità di crescita offrendo più servizi ‘chiavi in mano’ ai mercati business, industriali e pubblici, estendendo al contempo i servizi per le applicazioni dedicati all’home office”.