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Codici sconto Amazon del 20% su accessori Kindle, Fire e Echo

Forse non lo sai ma Amazon mette a disposizione da sempre codici sconto per acquistare a prezzi agevolati gli accessori Kindle, Fire e Echo. Tra tutti i metodi, il coupon con lo sconto è quello che negli ultimi tempi si è maggiormente affermato tra gli amanti dello shopping digitale. Si tratta di un codice alfanumerico che va applicato al carrello degli acquisti Amazon per risparmiare sull’importo della spesa e che permette, in questo caso, di risparmiare il 20% sugli accessori Kindle, Fire ed Echo.

 Codice sconto Amazon: dove trovarlo

Su Scontiebuoni.it puoi trovare i migliori codici sconto Amazon e coupon del marketplace sempre aggiornati e verificati, per accedere sempre alla migliore offerta sui tuoi prodotti preferiti. Se le offerte Amazon vi interessano, allora non vi resta che selezionare lo sconto del 20% su accessori Kindle, Fire ed Echo per portare a casa vostra la tecnologia ad un prezzo imbattibile.

Il 20% di sconto su accessori Kindle, Fire ed Echo Amazon

Amazon offre a tutti i clienti lo sconto eccezionale del 20% sugli accessori Kindle, Fire ed Echo per acquistare la migliore tecnologia ad un prezzo unico e speciale. Si tratta di un’offerta particolarmente interessante per chi non ha approfittato del Black Friday e del Natale e vuole usufruire dei codici sconto Amazon per portare a casa a prezzi ridotti questi accessori.

Sono inclusi nell’offerta tantissimi prodotti indispensabili per rendere la casa smart e agevolare la lettura sul vostro Kindle. Qualche esempio? Pensiamo alle cover colorate o classiche per Kindle, ma anche ai caricabatterie, agli adattatori e a tutti i prodotti per la tecnologia Fire ed Echo. Il consiglio è quello di affidarsi solo a portali che propongono sconti reali, verificati e aggiornati quotidianamente per evitare il rischio di truffe online.

 Come ottenere un coupon sconto Amazon

Forse non lo sai, ma per i clienti Amazon sono sempre disponibili buoni sconto e codici sconto Amazon riservati, da applicare al momento dell’acquisto nel sito ufficiale. Copia e incolla il codice nella pagina del carrello e automaticamente otterrai un concreto risparmio sul prezzo finale del tuo acquisto oppure avrai accesso ad un bonus speciale. Gli sconti Amazon sono esclusivi, alla portata di tutti e si applicano veramente a una lunga serie di prodotti, a partire dallo sconto del 20% sui prodotti Kindle, Fire ed Echi Amazon. Scegli ora quello più adatto a te!

Cosa è un condizionatore Dual split?

Quando si necessita di acquistare un nuovo condizionatore e si cercano delle informazioni sul web, una delle prime cose che saltano all’occhio è che esistono condizionatori mono-split e condizionatori dual-split. Qual è la differenza?

Semplicemente, nell’utilizzare un condizionatore dual-split c’è una unica unità esterna ma due unità refrigeranti in casa, le quali possono essere installate in punti diversi.

I vantaggi del dual-split

I vantaggi di sfruttare la tecnologia dual-split applicata ai condizionatori d’aria sono chiaramente molteplici e fanno sì che questo tipo di acquisto possa essere particolarmente conveniente per quel che riguarda i consumi.

In questa maniera infatti, la resa è massima in quanto si vanno a refrigerare due diversi ambienti con l’azione di un unico motore ottenendo così tutti i benefici relativi alla frescura adoperando però una sola unità esterna (o motore).

Chiaramente è possibile regolare autonomamente ogni singolo split, in base alle proprie necessità con tutta la libertà di poter rinfrescare anche una sola stanza se non si necessita di un’azione combinata. Sarà possibile dunque decidere ad esempio di avviare l’azione rinfrescante in soggiorno durante le ore di urne e in camera da letto la sera, o il contrario.

Meglio un condizionatore mono-split o dual-split?

Non esiste in assoluto una soluzione che sia migliore delle altre, ma come sempre dipende dall’utilizzo che se ne intende fare e dalla cubatura dell’ambiente da rinfrescare.

Chiaramente in caso di ambiente unico, oppure se è necessario rinfrescare un solo ambiente tra tutti quelli presenti, meglio un mono-split. Al contrario, se si desidera rinfrescare due ambienti di casa è meglio optare per il dual-split grazie al quale è possibile anche risparmiare sui costi di installazione, visto che l’unità esterna da montare è una sola.

Esistono sul mercato condizionatori Daikin dual-split con classe energetica A+++, e dunque perfetti per rinfrescare ogni tipo di ambiente ottimizzando i consumi.

La spettroscopia ottica

Oggi la spettroscopia ottica è una tecnica che vanta diverse applicazioni in settori quali quello scientifico e medicale, ma anche industriale. Vi si fa ricorso quando è necessario identificare e classificare materiali che possono essere organici o meno.

In ambito industriale la classificazione dei materiali viene spesso eseguita con camere iperspettrali, ovvero particolari telecamere che riescono a coniugare tecniche di analisi e misura basandosi sulla nota spettroscopia ottica. Le camere iperspettrali dunque, rappresentano oggi una importante componente del processo tecnologico di analisi, e consentono di monitorare tutti i processi produttivi in maniera tale da fare in modo che la qualità del prodotto finito possa essere sempre garantita.

Come funzionano gli spettrometri?

In sintesi parliamo di uno strumento che viene adoperato per misurare le proprietà di luce su di una piccola parte dello spettro elettromagnetico, al fine di identificarne i materiali. Come accennato tali apparecchiature trovano applicazione nei settori più svariati e tra questi vi è anche l’astronomia, settore in cui questi dispositivi vengono adoperati per misurare la radiazione proveniente dagli oggetti astronomici al fine di intuire quella che è la loro composizione chimica.

Optoprim è un’azienda nata in Francia nel 1994 e fornisce questo tipo di tecnologia, ma non si limita agli spettrometri. Il suo vasto catalogo offre risposte ad ogni tipo di esigenze di qualsiasi realtà industriale, tutti pensati per risolvere le necessità manifestate dai clienti e dunque essere sempre in grado di soddisfare le richieste di mercato.

Migliorare l’intero processo produttivo

L’azienda offre supporto ai propri clienti sia in fase progettuale che in quella di definizione del progetto stesso, fornendo consigli al fine di individuare l’attrezzatura più adatta alle necessità individuali e offrendo supporto nell’integrare la tecnologia desiderata.

Grazie alla componentistica di alto livello fornita, Optoprim può ritenersi a tutti gli effetti un importante partner in grado di consentire a ciascuna azienda di fare un salto di qualità, grazie a prodotti tecnologicamente avanzati che consentono di migliorare e rendere più efficiente l’intero processo produttivo.

Timbracartellini e rilevamento presenze in azienda

Un timbracartellini è lo strumento perfetto per consentire ai dipendenti poter marcare il proprio ingresso e l’uscita dai locali all’interno dei quali si svolgono le attività lavorative. In particolar modo, i timbracartellini proposti da Cotini Srl rappresentano la soluzione perfetta sia per grandi aziende con un numero elevato di dipendenti che per realtà più piccole. I modelli Puma e Cobra-R ad esempio, sono semplici ed hanno un costo contenuto. Sono perfetti per tutte quelle realtà aziendali in cui le condizioni ambientali sono particolarmente difficili come ad esempio ambienti in cui si registra la presenza di parecchia polvere.

Un modello adatto ad ogni tipo di necessità

Vi sono modelli con orologio analogico e numeri arabi di colore bianco su sfondo nero, che consentono una facile lettura dell’orario. Vi sono poi dei modelli automatici con stampa programmabile, ideali ad esempio per bolle di lavorazione, validazione e protocollo documenti. A disposizione vi sono inoltre i timbracartellini con display LCD che consentono una visualizzazione dell’orario chiara anche a distanza, e che includono inoltre anche 50 cartellini. Questo modello, che si chiama Puma, contrassegna l’orario con un asterisco nel caso in cui ci sia ritardo, così da facilitare anche il lavoro dell’ufficio del personale che dovrà prenderne nota.

Vi sono dunque timbracartellini di ogni tipo e tutti in grado di andare a risolvere necessità specifiche, sia per quel che riguarda il numero di dipendenti che dovranno usufruirne, che per quanto riguarda la facilità di lettura a distanza che per la personalizzazione dei risultati.

Uno strumento imprescindibile anche per la sicurezza

Grazie a strumenti di questo tipo, è molto più semplice andare a regolamentare gli ingressi e le uscite dei propri dipendenti dai locali aziendali e tenere traccia di orari, spostamenti e numero delle presenze attualmente in essere. È una possibilità molto importante soprattutto quando si verificano delle emergenze per le quali è necessario evacuare rapidamente l’Intero edificio e si ha necessità di conoscere in maniera rapida il numero di dipendenti presenti all’interno dei locali. 

Impianti osmosi inversa

L’assunzione di acqua per il nostro organismo è essenziale per mantenerci ben idratati e per eliminare le tossine che ogni giorno nostro malgrado accumuliamo. Assumere costantemente acqua assume maggiore importanza per alcune categorie di persone, quali ad esempio gli anziani o le donne in stato interessante. Nel corso dei nove mesi i liquidi che la donna si ritrova ad avere in circolo nel corpo aumentano di più di otto litri! Una donna in dolce attesa quindi, per il bene proprio e del proprio bambino, dovrebbe bere almeno due litri di acqua al giorno. I medici consigliano un’acqua che sia batteriologicamente pura, che contenga minerali sufficienti a garantirne il fabbisogno e che, soprattutto, sia priva di nitrati. I nitrati costituiscono un rischio altissimo sia per la donna che per il bambino che porta in grembo, in quanto innescano un processo ossidativo dannoso sull’emoglobina, rendendola metaemoglobina, quindi incapace di trasportare ossigeno ai tessuti; per eliminarli basterebbe filtrare l’acqua che prendiamo dal rubinetto ma filtrandola si andrebbero ad eliminare anche quei minerali di cui invece si ha bisogno in quello stato.

Per non incappare in tali rischi, la maggior parte delle future mamme preferisce acquistare acqua in bottiglia, indipendentemente dal costo che andrà ad affrontare nei mesi di gravidanza, certamente superiore al costo del quotidiano pre-stato interessante. Ma chi ci assicura che l’acqua in bottiglia sia veramente buona e salutare come dice di essere? Come sciogliere dunque i dubbi che sorgono in questo particolare periodo della vita di una donna?

E’ possibile mettersi al sicuro in un modo solo: installare in casa un impianto osmosi inversa di IWM, ovvero un prodotto International Water Machines. Un investimento a lungo termine, durevole anche oltre il periodo di gravidanza e per tutta la famiglia, che, cosa non da meno, consente un risparmio altrettanto considerevole nel tempo. Una soluzione che permette di avere in casa, direttamente dal proprio rubinetto, acqua pura come appena raccolta dalla sorgente e soprattutto oligominerale. Tutte le informazioni su questa azienda leader nel trattamento delle acque potabili possono essere reperite comodamente sul sito IWM, altrimenti basta chiamare il numero verde 800 800 813 per avere a propria disposizione gentilezza, preparazione e celerità

Illuminazione led by Lucefaidate.it

Sapete quante volte ci troviamo di fronte ad importanti lavori di ristrutturazione, che comprendo rifacimento di tutti gli impianti, demolizioni, pavimentazioni e molti altri interventi invasivi, che stravolgono letteralmente l’aspetto di un’immobile, magari anche particolarmente di pregio? Tante. E sapete quante volte uno degli aspetti più importanti, ovvero quello dell’illuminazione, viene relegato a ruolo di secondo piano sia dagli addetti ai lavori (sì, anche architetti o geometri…) e sia dai proprietari stessi? Quasi altrettante. Ecco, poi magari alla prima occasione si accendono le luci, e ci si rende conto che le stanze sono buie, troppo illuminate o semplicemente prive di atmosfera… Risultato? Spesi tanti soldi, ed impianto di illuminazione da sistemare.

I costi dell’illuminazione d’interni sono assai elevati, ma con tanta buona volontà è possibile risparmiare molto sia in fase di acquisto che in fase di posa, ed ottenere risultati davvero straordinari. Alcuni esempi? Ci viene in aiuto il sito www.lucefaidate.it che dispone di un vastissimo assortimento di articoli per l’illuminazione come strisce led, lampadari, applique o faretti da incasso di qualità elevata a costi assolutamente ragionevoli. Sopratutto, all’interno dello shop è possibile acquistare gli articoli in svariate alternative, con un supporto via chat e telefonico preziosissimo.

La nostra esperienza di acquisto è stata di ottimo livello, ed abbiamo potuto acquistare, oltre a faretti da incasso in gesso, anche kit di strisce led completi: è possibile cioè acquistare lo strip, il profilo in alluminio con copertura e tappini, ed infine l’alimentatore, in modo da disporre di tutto l’occorrente per una installazione anche “fai da te“. Lo stesso vale per luminarie e lampadari, il processo di acquisto è guidato e le spiegazioni molto esaustive. Lungi da noi affermare che non sia opportuno l’intervento di un elettricista che sappia posare i corpi illuminanti nel miglior modo possibile, tuttavia la fase di acquisto consente di ottimizzare i costi e poter avere una scelta ampia per tutti i gusti.

Anche per quanto riguarda il materiale elettrico in generale, cavi, lampadine ed accessori vari, è possibile acquistare tutto il necessario per la realizzazione del tuo impianto: insomma, se hai una buona manualità e tanta volontà, lucefaidate.it è il tuo fornitore ideale per l’illuminazione della tua casa. Ricorda bene di curare la scelta delle potenze, perchè se è vero che i led consumano davvero poco, va comunque fatta attenzione ai lumen, ovvero alla potenza illuminante delle lampade: spesso i corpi a led comprendono già la lampadina, quindi attenzione a cosa acquisti perchè non potrai sostituirla autonomamente.

Cerca di creare degli effetti scenografici (le strisce led sono ottime in tal senso), magari con l’ausilio di dimmer o di accensioni temporizzate che ti permettano di aver luce solo quando realmente ne necessiti, ed attenzione alle temperature: la luce calda corrisponde a circa 3.000K, più si sale e più la tipologia sarà “asettica”, ma non vorrai una casa che assomigli ad una sala operatoria!

Buon acquisto quindi e facci sapere la tua opinione.

Capsule compostabili Cialdamia

Ormai è appurato che le macchine per preparare il caffè utilizzando le capsule hanno conquistato una grande fetta di mercato: versatilità e qualità ne hanno decretato il successo, ed il parallelo aumento del mercato di cialde e capsule. I grossi brand come Lavazza o Nescafè hanno seguito la strada intrapresa da Nespresso, rendendo di fatto la macchina a capsule un elettrodomestico presente in moltissime case italiane.

Da un lato, quindi, abbiamo la possibilità di bere un caffè espresso paragonabile, in gusto e qualità, a quello che possiamo bere al bar o nella pausa in ufficio. Senza dimenticare la praticità con la quale è possibile prepararlo, davvero in pochi secondi. Dall’altra parte, tuttavia, ci sono due aspetti che ancora lasciando alcuni dubbi: i costi delle cialde e delle capsule e l’impatto ambientale del loro smaltimento.

Per il primo aspetto, c’è da dire che i prezzi si stanno notevolmente abbassando con il tempo, grazie sopratutto all’introduzione sul mercato delle capsule cosiddette “compatibili”, che offrono spetto la stessa qualità di quelle progettate per il sistema dalla casa madre ma a prezzi inferiori. Poi promozioni e diffusione delle macchine hanno fatto il resto, rendendo questo mercato di fatto, oggi, uno dei più competitivi.

Per il secondo aspetto, uno dei primi player a muoversi è stato Cialdamia.it, che con il suo shop online offre oggi capsule Nespresso compostabili. Per il momento disponibili solo per questo sistema, a brand Cialdamia, le capsule biodegradabili Nespresso rispondono quindi alla necessità di rispettare l’ambiente, offrendo un prodotto che può tranquillamente essere gettato, dopo il suo utilizzo, all’interno dell’umido.

La speranza è che tutte le case, ed anche chi immette sul mercato capsule compatibili del proprio brand, possano seguire l’esempio e l’attenzione dimostrata da Cialdamia.it verso la tutela dell’ambiente, potendo così decretare il successo assoluto di questa tipologia di sistema per la preparazione del caffè.

Make up, le tendenze dell’estate 2019

Make up, che passione. Il mondo della cosmetica e della bellezza è un settore che non solo non conosce crisi, ma che di in anno in anno – per non dire di stagione di stagione – cresce a ritmi vertiginosi. Un mercato, quello legato al beauty, che secondo le ultime analisi muoverebbe un giro d’affari globale di 532 miliardi di dollari. Insomma, un business che non ha confini e che conquista sempre nuovi target. Ma, oltre agli aspetti prettamente economici, il make up è anche e soprattutto un’espressione culturale e sociale: e, esattamente come la moda, ha i suoi corsi e ricorsi, con tendenze stagionali che tutte le fashion addicted non possono non seguire. L’ Academia BSI di Milano, creata da Diego Della Palma, e che offre tra i migliori corsi make-up in Italia ci aiuta Ecco, in base a quanto visto sulle passerelle degli stilisti e sui profili social delle celebs, quali sono i trend dell’estate 2019.

Pelle, less is more

Sotto il sole la pelle deve essere ambrata e naturale. Quindi sì a fondotinta leggeri, a creme idratanti colorate e a creme CC, oggi disponibili a lunga tenuta. Via libera ai prodotti che uniformano il colorito, senza però coprire: se avete le lentiggini, come Meghan Markle, questo è il momento di esibirle!

Occhi luminosi

Nelle ultime collezioni moda abbiamo visto un’esplosione di colori fluo, non solo per gli abiti ma anche per il make-up. Se volete osare con ombretti gialli, arancione, fucsia, questa è la vostra estate. Un trucco perfetto per la sera e per i party in spiaggia ma, per regalarsi un tocco abbagliante anche durante il giorno, i make up artist consigliano di provare l’eye-liner colorato. L’effetto è decisamente wow.

Labbra in primo piano

Anche per chi preferisce un trucco naturale, l’estate 2019 prevede però un imperativo: le labbra devono essere sempre protagoniste. Vietato uscire senza almeno un velo di gloss, che rende le labbra lucide e morbide. Perfetti i rossetti in tutti i colori del corallo, che sta bene con l’abbronzatura: matte o lucido non importa, basta che abbiate sempre il vostro lipstick con voi.

Capelli lucidi

Anche per quanto riguarda i capelli, la tendenza è quella di portarli naturali, ma estremamente curati e lucidi. Perfette, anche perché sono comodissime, le acconciature raccolte: dalla coda di cavallo, pratica e sbarazzina, allo chignon morbido, estremamente femminile. L’importante è che i capelli siano sani e vitali.

Unghie, il trucco c’è ma non si vede

La nuova voglia di naturalezza si rispecchia anche nella nail art: per la manicure i colori sono quelli della sabbia e della terra, come il beige, il taupe, il pesca. Tinte neutre e quasi trasparenti che si abbinano alla pelle dorata dal sole. Anche in questo caso, il trucco c’è, ma non si vede.

Bellezza consapevole

Come tutti gli altri settori, anche quello della bellezza non fa eccezione e si orienta verso scelte sempre più ecosostenibili e naturali. Sono in crescita le aziende che producono linee dove i componenti chimici sono ridotti al minimo. Aumenta invece il desiderio di consapevolezza da parte dei consumatori, che vogliono sapere cosa mettono sulla loro pelle, sulle loro labbra e sui loro capelli. Ed è questo, probabilmente, il trend che farà da filo conduttore anche nei prossimi anni.

A maggio l’Indice dei Prezzi Tecnologici arriva a 103,65 punti

Nel mese di maggio 2021 l’Indice dei Prezzi Tecnologici (IPT) arriva a 103,65 punti, registrando una contrazione di -0,60 punti rispetto ad aprile e interrompendo un trend congiunturale di crescita dei prezzi che durava da 4 mesi consecutivi. Al contrario, a livello tendenziale, l’IPT è in crescita di +0,90 punti rispetto a maggio 2020, confermando una tendenza positiva che dura da 12 mesi consecutivi, cioè da giugno 2020. L’IPT è un indicatore sintetico, elaborato dall’istituto di ricerche di mercato QBerg, che misura la variazione nel tempo dei prezzi di 16 categorie e 54 sottocategorie di prodotti tecnologici, acquistabili dai consumatori italiani all’interno di punti vendita fisici di tre canali (catene di Elettronica, gruppi di acquisto di Elettronica e ipermarket).

Le categorie tecnologiche

Quasi tutte le categorie di prodotti tecnologici analizzate dall’IPT, fatta eccezione per il GED, hanno subito una contrazione dei prezzi proposti al pubblico negli store. A frenare l’indice IPT sono stati soprattutto i prodotti dei settori Comunicazione e Trattamento Aria e Acqua. Il comparto Comunicazione ha evidenziato una contrazione dell’indice IPT a livello congiunturale rispetto ad aprile 2021, e tendenziale rispetto a maggio 2020, trend particolarmente marcato per prodotti della categoria Networking/Smart Home e per i Wearable. Di segno ambivalente, invece, la Telefonia e i Dispositivi Mobili, mentre segnali dalla doppia interpretazione arrivano dal settore Entertainment e Informatica. Infatti nell’Entertainment, l’Home Entertainment e, in parte, gli Accessori AV, evidenziano prezzi in discesa, mentre l’Audio/Video registra aumenti sia a livello congiunturale sia tendenziale.

Un settore vivace a partire dal lockdown di marzo 2020

Il settore informatico rimane particolarmente vivace a partire dal lockdown del marzo 2020 continuando a registrare riduzioni dei prezzi. Tuttavia, le Periferiche IT mostrano segnali di inversione rispetto alle diminuzioni di prezzi registrate per 4 consecutivi mesi, facendo segnare un leggero incremento dell’IPT rispetto ad aprile 2021, e uno più marcato rispetto a maggio 2020. Il GED è l’unico comparto che vede un aumento dell’indice IPT a livello congiunturale, con, rispettivamente Built-in +3,06 punti e Libera installazione +1,40 punti rispetto ad aprile 2021.  Diversi, invece, gli indici tendenziali rispetto a maggio 2020: in leggera crescita il GED Built-in e in contrazione il GED a Libera Installazione. Da rilevare anche la contrazione della categoria PED, sia a livello congiunturale sia tendenziale.

Prezzi in salita per le famiglie GED o PED

Tutti le principali famiglie di prodotto con un aumento dei prezzi rispetto ad aprile 2021 appartengono alle categorie GED o PED. Incrementi consistenti dell’IPT congiunturale sono da segnalare per le famiglie del GED Built-in dei Frigoriferi, Lavatrici, Forni e Lavastoviglie. A frenare l’ulteriore crescita del comparto sono stati i Congelatori, che hanno subito contrazioni importanti. Sempre a livello congiunturale, da rilevare come parecchi prodotti dell’affollata famiglia PED hanno registrato un aumento dei prezzi. A partire dai Pulitori a vapore, gli Apparecchi per la cottura, i Ferri da stiro e le Macchine per la cottura.

Italiani e sostenibilità digitale, cosa ne sanno e cosa ne pensano?

Grazie a Next Generation EU nei prossimi anni l’Italia potrà investire 191 miliardi di euro nel PNRR, un piano basato su due assi, digitalizzazione e sostenibilità ambientale e sociale. Ma se una parte degli italiani pensa di conoscere il tema (80%) vi è ancora una grande confusione, soprattutto per le priorità percepite. Inoltre, se il 46% degli italiani ritiene prioritarie le scelte ambientali, il 38% quelle orientate al benessere dell’individuo, e il 16% quelle economiche, allo stesso tempo il 62% non è in grado di correlare la visione di sostenibilità che ritiene prioritaria con le scelte economiche e sociali che dovrebbero essere coerenti con essa. Si tratta dei risultati della ricerca Italiani e Sostenibilità Digitale: cosa ne sanno, cosa ne pensano, realizzata dal Digital Transformation Institute, la prima Fondazione di Ricerca italiana per la sostenibilità digitale.

I contrasti nella percezione del digitale
Per quanto attiene la tecnologia i contrasti sono molto forti. Per il 92% degli intervistati il digitale è fonte di opportunità, ma il 71% ritiene che se ne debbano comprendere ancora i rischi, e il 65% sostiene che è fonte di diseguaglianza, perdita di posti di lavoro e ingiustizia sociale.
“È significativo – sottolinea Stefano Epifani, Presidente della Fondazione – come la paura nei confronti della tecnologia aumenti proporzionalmente al diminuire della competenza: in altri termini meno si conoscono le tecnologie più le si temono. Questo ci deve insegnare molto sul ruolo centrale delle azioni delle Istituzioni rivolte ad aumentare il livello di consapevolezza e di competenza digitali degli italiani di ogni età”.

Divario tra consapevolezza e pratica quotidiana
Benché la maggior parte degli italiani abbia ben poi chiara l’urgenza di affrontare problemi come il cambiamento climatico (74%) e l’inquinamento (76%) e si dichiara consapevole delle opportunità che oggi offre la tecnologia digitale per affrontarli, nella pratica quotidiana non fa quanto potrebbe per usarla come strumento di sostenibilità. Ad esempio, quanto alle applicazioni per la gestione del ciclo dei rifiuti, il 38% degli italiani non le conosce e il 35% non le usa pur conoscendole, e per quelle dedicate ad abbattere gli sprechi alimentari sono sconosciute dal 48% degli intervistati e non usate dal 38% di quanti dichiarano di conoscerne l’esistenza.

Il ruolo di social network e motori di ricerca

Il 90% degli intervistati è poi d’accordo nell’affermare che aziende come Facebook, Google, Apple o Amazon abbiano oggi troppo potere rispetto alla possibilità di influenzare i comportamenti delle persone. Tuttavia il 50% è dell’idea che esse debbano essere lasciate totalmente libere di agire sul mercato, e se il 92% sostiene che garantire la privacy degli utenti sia una priorità il 50% sostiene anche che tutto sommato i servizi personalizzati siano più importanti della privacy. Insomma, quello che emerge è un quadro caratterizzato da molti contrasti, che vanno compresi per capire come supportare il processo di sviluppo del PNRR dal punto di vista delle aziende, delle Istituzioni e dei cittadini.

Il galateo dei meeting all’estero

Paese che vai usanza che trovi, si usa dire. E la regola è valida anche per quanto riguarda le riunioni di lavoro. I meeting, infatti, hanno riti precisi e modalità diverse a seconda del luogo in cui ci si trova. Siccome in un mondo sempre più interconnesso come quello che viviamo è davvero facilissimo incontrarsi, anche se a distanza, con persone che vivono dall’altra parte del globo, è opportuno conoscere le basi del galateo che valgono anche oltreconfine. Pena, altrimenti, il successo dell’incontro stesso, a causa delle brutte figure. Sapere come comportarsi nelle diverse situazioni può rappresentare un grande vantaggio, soprattutto nel corso dei primi incontri, favorendo la creazione di rapporti di collaborazione e fiducia, indispensabili per stringere affari.

I consigli dell’esperta

Le regole del buon meeting sono state svelate all’Adnkronos da Sibyl von der Schulenburg, imprenditrice nel settore delle telecomunicazioni e scrittrice, che ha detto: “Lavorare con l’estero rappresenta una grandissima occasione di crescita personale e professionale, ma è importante conoscere abitudini e usanze delle persone con le quali si interagisce per evitare di commettere errori che possano compromettere le trattative commerciali e/o i colloqui di selezione. Ci sono paesi, pensiamo ad esempio al Giappone, alla Corea o alla Russia, che hanno regole completamente diverse dalle nostre e che non possono essere ignorate. Non tenere in considerazione norme di comportamento che sono ritenute basilari porta a un unico risultato: il fallimento della trattativa commerciale o del colloquio”.

I sì e i no per il successo

Qualche esempio pratico? Ad esempio, dovrebbero essere evitati durante una riunione di lavoro tutti gli argomenti controversi. Insomma, meglio non affrontare temi quali la politica o la religione, più opportuno invece spostarsi su discorsi leggeri e neutri come il cibo e il meteo. Ci sono poi piccoli accorgimenti che possono fare la differenza: ad esempio per gli abitanti dell’Estremo Oriente prendere un biglietto da visita con una mano sola è considerato poco educato o percepito come un insulto; nella cultura araba, invece, non è ben visto afferrare un documento con la mano sinistra (quella proibita). Anche la stretta di mano (in tempi pre e speriamo presto post Covid) non è percepita da tutti come una buona prassi, a maggior ragione se avviene tra uomo e donna: in alcuni casi è preferibile un gentile inchino. No anche a contatti ravvicinati, come pacche sulle spalle, abbracci o peggio baci. Insomma, prima di incontrare un possibile partner straniero, meglio informarsi anche sugli usi e costumi del suo paese, così da non commettere inconsapevoli, ma spiacevoli, gaffe.

Primo trimestre 2021 positivo per il mercato italiano Tech di consumo

I primi tre mesi del 2021 sono stati decisamente positivi per il mercato italiano della Tecnologia di consumo. Con un +28,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno la Tecnologia di consumo conferma quindi il trend positivo che ha caratterizzato il settore nel corso del 2020. Secondo gli ultimi dati di GfK, i nuovi bisogni emersi con la pandemia stanno continuando a condizionare gli acquisti degli italiani, che continuano premiare in particolare il settore Tech e quello del Largo Consumo. Il mese che ha registrato la crescita maggiore è stato marzo, che ha registrato una crescita a valore del +66% anno su anno. Un trend che non stupisce, se pensiamo che marzo 2020 è stato il primo mese colpito dalla pandemia. 

Il settore con la crescita più sostenuta si conferma l’IT Office

Per quanto riguarda i segmenti che compongono la Tecnologia di consumo la crescita è generalizzata, con tutti i comparti positivi, compresi l’Home Comfort (+10,6%) e la Fotografia (+15,2%). Ma il settore con la crescita più sostenuta è ancora una volta l’IT Office (+41,4%), confermando un trend positivo iniziato lo scorso anno per effetto dello smart working e della Dad, e che non sembra ancora esaurirsi. Continuano a crescere anche le vendite del Piccolo Elettrodomestico (+35%) e del Grande Elettrodomestico (+29,5%), e cresce del +29% anche l’Elettronica di consumo, con performance particolarmente positive per il segmento TV. Dopo i rallentamenti del 2020 torna a crescere a doppia cifra anche il comparto della Telefonia (+19%).

Riprende la frequenza di acquisto, ma si ridimensionano i carrelli 

Il mercato della tecnologia è destinato a crescere almeno per tutto il primo semestre. Unica variabile da tenere in considerazione sarà lo “shortage” di prodotto e i problemi di logistica legati all’arrivo della merce, che stanno impattando tutti i settori. I dati GfK Consumer Panel evidenziano però come alcuni fenomeni emersi lo scorso anno stiano lentamente rallentando. Dopo un 2020 caratterizzato prevalentemente da riduzioni di frequenza di acquisto e carrelli decisamente più grandi (One Stop Shopping), si assiste negli ultimi mesi a una ripresa della frequenza di acquisto e un ritorno a carrelli di dimensione più normale. La situazione non è ancora tornata ai livelli precedente alla pandemia, ma per quanto riguarda le modalità di fare la spesa degli italiani il trend sembra prefigurare un lento ritorno alla normalità.

Online al 46,6%, discount 82,4%

Dal punto di vista dei canali di vendita, il dati del GfK Consumer Panel confermano la crescita dell’online e dei discount: il primo raggiunge il 46,6% di penetrazione nel Largo Consumo Confezionato (+6,7% rispetto allo scorso anno), mentre il Discount raggiunge la penetrazione massima storica dell’82,4% (+1,3%). Si stabilizza invece la frequentazione dei negozi di prossimità, che erano cresciuti molto lo scorso anno, specie durante il primo lockdown, e diminuisce ancora la penetrazione degli Ipermercati (-3,5%), come già successo nel 2020.

Caffè, le città più care: espresso a 1,21 euro a Trento, a 80 centesimi in Calabria

Caffè, quanto mi costi? Fermo restando che alla classica tazzina di espresso non si rinuncia, neanche con le restrizioni imposte dal Covid, rimane il fatto che questo piccolo piacere può avere un costo molto differente a secondo da dove ci si trovi. Proprio così: al Nord generalmente il caffè consumato al bar costa di più che al Sud, pur con i lievi aumenti che scattano ovunque di anno in anno. La media, comunque, si aggira intorno a un euro, con i picchi più alti in Trentino e i più bassi in Calabria.

A Trento la tazzina più costosa

In Italia il caffè più costoso si beve nei bar di Trento: il prezzo medio raggiunge 1,21 euro. Il dato risulta da un’elaborazione dell’Adnkronos dal Rapporto Ristorazione 2020 di Fipe Confcommercio (su dati Istat dicembre 2020) che rileva il prezzo della tazzina di caffè nei diversi capoluoghi di provincia. Si rimane in Regione per il secondo posto della classifica, che vede Bolzano come seconda piazza più costosa per il tradizionale espresso, che al bancone si consuma a una media di 1,19 euro. Scontrino sempre sopra l’euro anche in due capoluoghi su quattro del Friuli Venezia Giulia: Udine e Pordenone, città alle quali si aggiunge Brescia dove il prezzo medio è di 1,12 euro. Ma anche Trieste è nel top della classifica con un centesimo in meno 1,11 euro a pari merito con Padova e Bologna. In molte città del nord e del centro nord i prezzi medi sono di 1,10 euro: Belluno, Ferrara, Gorizia, Modena, Ravenna, Rimini, Rovigo e Vicenza. Situazione più o meno analoga nelle principali città d’arte, come Firenze, Venezia e Torino, dove per un espresso al bar bisogna mettere in conto circa 1,09 euro.

A Catanzaro l’espresso più economico

All’estremo Sud d’Italia la situazione cambia sensibilmente, con differenze di prezzo importanti. Scorrendo l’analisi, si scopre che il prezzo più basso per un caffè si paga a Catanzaro, dove un espresso preparato al bar costa ben al di sotto dell’euro, 80 centesimi di media. Scontrini simili – circa 0,88 euro – sempre in Calabria, a Cosenza e a Reggio Calabria, mentre in Sicilia la medaglia d’oro della città più economica per un espresso va a Messina, con 0,81 euro. Ma anche a Roma si spuntano ottimi prezzi: nella capitale un caffè al bar in media costa 0,93 euro, 10 centesimi in meno di Milano con 1,03 euro. E Napoli, la capitale ufficiale della “tazzulella”? Sotto il Vesuvio i prezzi rimangono popolari, al di sotto dell’euro: la media per un buon caffè di 90 centesimi.

Il cellulare? E’ diventato la nostra vera “casa”

Il cellulare non è solo uno strumento per restare connessi con i propri contatti, ma è diventato a tutti gli effetti il nostro mondo. O meglio, la nostra “casa”, in cui viviamo e conserviamo ogni aspetto che ci interessa. I nostri ricordi, valori, hobby sono racchiusi lì, all’interno dello smartphone: perderlo equivale a ritrovarsi come degli homeless, dei senzatetto digitali. Ad affermare quanto sia ormai vitale il cellulare per la gran parte della popolazione mondiale è un nuovo studio condotto da una squadra di 11 antropologi dell’Ucl, University College London, che ha passato 16 mesi a documentare l’uso dello smartphone in 9 paesi in Africa, Asia, Europa (tra cui l’Italia) e Sud America, con particolare attenzione agli anziani. L’analisi e i relativi dati sono stati sono pubblicati su The Global Smartphone: Beyond a youth technology, nuovo libro coordinato dal professor Daniel Miller.

Senza cellulare siamo perduti

L’aspetto più interessante – e anche più sconvolgente – della ricerca è che se perdiamo il telefonino ci ritroviamo in una condizione di autentici senzatetto: questo perché è attraverso gli smartphone che esprimiamo sempre più la nostra personalità, i nostri interessi e valori. Li adattiamo alle esigenze e abbiamo ‘barattato’ il tempo trascorso faccia a faccia con la famiglia e gli amici con le ore “a casa” sui nostri cellulari.

Il “rovescio della medaglia”

Ovviamente, ci sono delle ripercussioni generate da questo nuovo modo di vivere sempre con il telefono a portata di mano. Come spiega il professor Miller, riporta Ansa, “Il rovescio della medaglia è che in qualsiasi momento, durante un pasto, un incontro o un’altra attività condivisa, una persona può semplicemente ‘scomparire’, essendo “tornata a casa” sul proprio smartphone. Questo comportamento, e la frustrazione o persino l’offesa che può causare, è ciò che chiamiamo la ‘morte della prossimità’. Stiamo imparando a convivere con il rischio che anche quando siamo fisicamente insieme, possiamo essere soli socialmente, emotivamente o professionalmente. Allo stesso tempo, lo smartphone ci sta aiutando a creare e ricreare una vasta gamma di comportamenti utili, dal ristabilimento di famiglie allargate alla creazione di nuovi spazi per la sanità e il dibattito politico”.

Sempre giovani

Un altro elemento emerso dalla ricerca è che l’utilizzo così massiccio del cellulare allontana lo spettro dell’invecchiamento. Proprio così: in molte regioni del mondo lo smartphone ha contribuito a cambiare l’esperienza dell’invecchiamento, facendo sentire continuità con la giovinezza. Il fatto di considerarsi anziani, quindi, non è più legato a un fattore anagrafico, ma bensì alla fragilità.

Il lavoro dopo l’emergenza: tra worklife balance, ambiente piacevole e retribuzione adeguata

Un anno di Covid ha cambiato decisamente le condizioni di lavoro del 49% dei dipendenti italiani. Tra chi la propria occupazione l’ha persa, chi invece ha visto diminuire il proprio carico o altri che hanno dovuto fare un surplus di attività, per non parlare di chi è in cassa integrazione, gli ultimi, lunghi mesi sono stati difficili per numerose categorie. Nonostante i forti timori di perdere il posto di lavoro (una possibilità concreta per un terzo dei lavoratori italiani) e la crescente fedeltà alle aziende che hanno sostenuto i dipendenti durante la pandemia, ben il 21% dei dipendenti pianifica di cambiare occupazione entro i prossimi 6 anni. Ma quali sono i desideri di chi cerca una nuova occupazione? Soprattutto datori di lavoro capaci di comprendere l’esigenza di bilanciare vita privata e vita professionale, l’opportunità di lavorare da remoto (4 nostri connazionali su 10 vorrebbero che questa modalità proseguisse anche dopo la pandemia) e ovviamente anche uno stipendio adeguato. I dati sono il frutto dell’ultima ricerca del Randstad Employer Brand 2021, che ha decretato Ferrari come datore di lavoro più ambito in Italia, sulla base della più rappresentativa indagine globale sull’employer branding. Lo studio è stato condotto su oltre 190.000 persone in 34 Paesi del mondo e misura il livello di attrattività delle aziende come datori di lavoro percepita dall’opinione pubblica. In Italia sono state intervistate 6.581 persone di età compresa tra 18 e 65 anni.

I desideri degli italiani

Le risposte degli italiani sono eloquenti. I lavoratori di casa nostra affermano che i fattori più importanti attesi da un datore di lavoro sono il bilanciamento tra vita privata e professionale (indicato dall’66% degli intervistati) e l’atmosfera del lavoro piacevole (64%), seguiti da retribuzioni e benefits competitivi (61%), sicurezza del posto di lavoro (58%), visibilità del percorso di carriera (54%), solidità finanziaria dell’azienda (51%). Seguono poi alcune novità, come un ambiente di lavoro “covid safe” (45%), ma anche un contenuto di lavoro interessante (42%) e la possibilità di lavorare da remoto (39%). Ma queste priorità non coincidono con quelle dei datori di lavoro. Secondo l’opinione dei lavoratori, le aziende italiane invece puntano soprattutto su solidità finanziaria, buona reputazione, ambiente Covid safe e sicurezza del posto, dando poca rilevanza al worklife balance e al clima aziendale, elementi fondamentali per la scelta dell’azienda in cui lavorare.

Come si cerca un nuovo lavoro

Il canale principale per trovare un nuovo lavoro è il contatto personale, strada scelta da terzo degli italiani (32%), seguito dalle agenzie per il lavoro (23%) e LinkedIn (20%). Ci sono poi altri canali digitali come Infojobs.it (18%), Subito.it (17%), Google (17%), portali per il lavoro (17%), social media (13%) e siti web aziendali (12%).

Bonus Vacanze 2021, ecco chi può richiederlo e come fare

L’estate si avvicina velocemente e il desiderio di concedersi un meritato periodo di ferie si fa sempre più pressante. Una buona notizia è che il Bonus Vacanze, la misura introdotta lo scorso anno per incentivare il turismo, è stata prorogata dal 30 giugno al 31 dicembre 2021. Tuttavia, per avere diritto all’agevolazione di 500 euro valida per soggiorni in albergo, campeggio, villaggio turistico, agriturismo e bed & breakfast in Italia è necessario averne fatto richiesta entro il 31 dicembre 2020. L’ammontare del bonus non cambia rispetto all’anno passato: 150 euro per i nuclei composti da una sola persona; 300 euro per i nuclei di due persone; 500 euro per i nuclei di tre o più persone.

Come si calcola l’Isee

Per avere accesso al bonus vacanze, è necessario presentare l’Isee. Come precisa il sito dell’Agenzia delle Entrate “Per il calcolo dell’Isee è necessaria la Dichiarazione sostitutiva unica (DSU), che contiene i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali di un nucleo familiare e ha validità dal momento della presentazione e fino al 31 dicembre successivo. L’importo del bonus sarà modulato secondo la numerosità del nucleo familiare: 500 euro per nucleo composto da tre o più persone 300 euro da due persone 150 euro da una persona”. Le informazioni necessarie per sapere come ottenere la Dichiarazione sostitutiva unica e calcolare l’Isee sono indicate sul sito dell’Inps.

Voucher solo in formato digitale

Ancora, l’Agenzia delle Entrate precisa che il bonus potrà essere richiesto e sarà erogato esclusivamente in forma digitale. “Per ottenerlo è necessario che un componente del nucleo familiare sia in possesso di un’identità digitale SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o CIE 3.0 (Carta d’Identità Elettonica). Al momento della richiesta del bonus, infatti, si dovranno inserire le credenziali SPID e successivamente fornire l’Isee. Se non hai la tua identità digitale richiedila (SPID e CIE 3.0)” spiega il sito delle Entrate. Non sarà necessario stampare nulla, perché sarà a disposizione sul cellulare o smartphone e basterà mostrarlo all’albergatore, quando sarà il momento di pagare il soggiorno, direttamente presso la struttura selezionata per trascorrere le vacanze. Una volta ottenuto, il voucher può essere speso presso la struttura ricettiva prescelta (a condizione che partecipi all’iniziativa) da un solo componente della famiglia. E’ fruibile nella misura dell’80%, sotto forma di sconto immediato, per il pagamento dei servizi prestati dall’albergatore, mentre il restante 20% potrà essere scaricato come detrazione di imposta.

Largo alle startup innovative, sono quelle che crescono di più

Nonostante i mesi oggettivamente difficili, le startup innovative non conoscono battute d’arresto, ma anzi sono sempre più numerose. Al 1° aprile 2021 in Italia se ne contano 12.561, il 3,4% di tutte le società di capitali di recente costituzione. Si tratta di uno dei dati emersi dalla nuova edizione del report di monitoraggio trimestrale dedicato ai trend demografici e alle performance economiche delle startup innovative, frutto della collaborazione tra MISE e InfoCamere, con il supporto del sistema delle Camere di Commercio. Il rapporto offre una vasta panoramica sul mondo delle startup, a quasi otto anni dall’introduzione della policy dedicata (d.l. 179/2012).

La Lombardia la Regione che ne accoglie di più

A livello di distribuzione geografica, è la Lombardia la Regione che ospita più startup innovative: oltre un quarto di tutte quelle italiane (26,9%). La sola provincia di Milano, con 2.363, rappresenta il 18,8% della popolazione, più di qualsiasi altra regione: superano quota mille il Lazio con 1.443 che rappresenta l’11,5%, (in gran parte localizzate a Roma, 1.286, 10,2% nazionale) la Campania, con 1.115, 8,9% del totale nazionale e anche il Veneto con 1.034, 8,2%. Tuttavia, la regione con la maggiore densità di imprese innovative è il Trentino-Alto Adige, dove circa il 5,7% di tutte le società costituite negli ultimi 5 anni è una startup.

Giovani e guidate da uomini: l’identikit delle nuove imprese

Tra le altre evidenze del rapporto, si scopre che negli ultimi mesi sono aumentati i soci di capitale dell’azienda, che ora sono oltre quota 60 milioni, con un aumento del 6,9% rispetto al trimestre precedente. Interessante è anche il fatto che oltre il 17% delle start up innovative è fondata da under 35, in prevalenza uomini. La quota femminile non è particolarmente presente in questo settore, e si ferma al 12,9% delle imprese femminili contro un 21,2% registrato nel complesso delle società di capitali.

Piccole, ma dinamiche

Sul fronte del fatturato, le startup innovative rientrano in gran parte nella categoria delle microimprese, con un valore della produzione medio di poco superiore a 182,6 mila euro. Questo fenomeno è però dovuto anche al fatto che le imprese “best-performer”, più consolidate per età e fatturato, tendono progressivamente a perdere lo status di startup innovativa. Tra gli altri indicatori, spiccano i valori positivi in termini di redditività (ROI, ROE) e valore aggiunto così come l’alto tasso di immobilizzazioni, circa sette volte in più rispetto alle aziende comparabili.

Italia, il 63% delle aziende aumenta gli investimenti in smart manufacturing

La pandemia e tutte le conseguenti misure e limitazioni non hanno messo lo stop alla digitalizzazione delle aziende manifatturiere italiane. Anzi, pare che il comparto abbia ritrovato una nuova dinamicità: il 63% delle aziende manifatturiere non solo non ha interrotto i flussi di capitali a supporto dei progetti di produzione intelligente, ma li sta accelerando dedicando in media più di un terzo del proprio budget. E 9 aziende su 10 riconoscono l’importanza di aprirsi a ecosistemi di smart manufacturing. E’ quanto emerge da una ricerca di Deloitte su Industry 4.0 e il settore manifatturiero.

Le iniziative di Industry 4.0 più dinamiche

Gli ambiti di azione, però, non sono tutti uguali. Dal rapporto di Deloitte emerge che sono tre in particolare i settori specifici in cui le aziende italiane riescono a gestire su ampia scala le iniziative di Industry 4.0, dimostrando un livello di maturità maggiore rispetto ad altre geografie. Questi tre ambiti sono Smart warehouse (57%), Quality sensing and detecting (53%) e Smart connected product (40%). Ma quali sono le ragioni per cui le aziende manifatturiere del nostro paese scelgono questi strumenti innovativi? La risposta arriva sempre dal report: le imprese partecipano a ecosistemi produttivi in ambito smart-manufacturing prima di tutto per migliorare il tempo tra l’ideazione di un prodotto e la commercializzazione (34%), sviluppare nuovi canali o mercati (29%) e migliorare la propria capacità innovativa (26%). Una possibile riduzione dei costi, sebbene rappresenti un aspetto molto rilevante e generi benefici non trascurabili – specialmente in un contesto quale quello che le aziende stanno attraversando a causa delle conseguenze della pandemia – non è però la determinante principale della costituzione di un ecosistema (14%).

“Next Generation Plan europeo è uno stimolo per le riforme”

“Alla luce di questi numeri il Next Generation Plan europeo rappresenta uno stimolo per le riforme, ma anche la possibilità di accelerare la trasformazione digitale delle aziende manifatturiere italiane, alle prese con una sfida chiave per recuperare competitività e abilitare il paradigma della fabbrica digitale”, commenta i risultati Andrea Muggetti di Deloitte. Che aggiunge, come riporta Ansa, che nella definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza sarà “centrale adottare un processo di modernizzazione strutturale attraverso una strategia organica, che porti investimenti nelle tecnologie emergenti e sostegno allo sviluppo tecnologico”. In sintesi, per i prossimi mesi la scelta di adottare nuove tecnologie da parte delle imprese italiane sarà assolutamente rilevante per la ripresa del nostro Paese.