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Annozero: Santoro parla di droga, Travaglio di “rock” e Morgan canta

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Telefonata in trasmissione: non è Berlusconi, ma Adriano Celentano.

Una puntata particolare quella di Annozero. Santoro presenta l’ospite d’onore è Morgan e, dati i tempi grevi, non si parla di musica ma di droga, dopo il polverone suscitato dalle sue dichiarazioni sull’uso di crack che gli sono costate l’esclusione da Sanremo.

Una variazione sul tema rispetto alle ultime puntate del programma di Santoro tutte incentrate sulle inchieste giudiziare (vedi Protezione civile e Bertolaso, oltre a Fastweb e Telecom) che stanno sconvolgendo la politica e l’economia italiane.

Una puntata comunque molto densa di contenuti e di emozioni. Prima Morgan parla della sua esperienza con la droga, precisando che le sostanze stupefacenti non hanno nulla a che fare con la creazione artistica e che, al contrario, la lucidità aiuta la creatività. Ma le dichiarazioni di Morgan fanno soprattutto pensare all’ipocrisia di un mondo dove si castiga chi parla di droga ma intanto nessuno fa niente per fermare i ragazzini che assumono cocaina neanche fosse nutella!

Santoro mostra le immagini agghiaccianti che ritraggono 3 adolescenti che parlano con estrema naturalezza di spinelli, cocaina, cartoni, acidi. Mentre, collegata con lo studio, una mamma racconta la sua tragica esperienza con un figlio eroinomane, che lei, per disperazione, legava al letto per evitare che continuasse a drogarsi.

C’è poi chi invece continua a insistere sulla retorica psichedelica delle droghe come chiave per aprire le porte della percezione. Un’idea che lo scrittore e filosofo Antonio Scurati bacchetta duramente, liquidandola come una colossale “sciocchezza”.

Ed è all’arte che torna Morgan, quando individua negli stimoli provenienti dalla cultura il giusto antidoto contro la discesa negli inferi che è una droga usata per fare “avventure, esperienze”. E alla cultura invece che Morgan si dà quando, per la prima volta nella storia di Annozero, poggia le sue dita sui tasti del piano e canta “La Sera”, la canzone che aveva scritto per Sanremo prima che il dg Masi lo escludesse dal Festival.

Santoro è soddisfatto ma ad allietare la serata arriva la telefonata di Celentano (molto più gradita di quella di Berlusconi!) che fa i complimenti allo staff di Annozero e critica in maniera caustica Sanremo, auspicandone la chiusura dato che, dopo lo sdoganamento di Emanuele Filiberto, ad esibirsi sul palcoscenico dell’Ariston non ci sono più cantanti. E Celentano con il suo Rockpolitik ha d’altronde ispirato la copertina di Annozero, fatta come al solito da Marco Travaglio, che sembra aver fatto pace con Santoro (una pace per altro suggellata da una bella vignetta di Vauro).

Alla maniera del Molleggiato, Travaglio suddivide la politica italiana in “lenti” (i buoni, ovvero i politici, i giornalisti e i giudici per bene) e in “rock” o “super rock” i vari adepti del “partito dell’amore”, i Bertolaso boys e i corruttori che stanno affiorando dalle paludi di Fastweb e e Telecom.




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