| Ciancimino e la lettera di Provenzano a Berlusconi. Dell'Utri: "Falsità" |
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| Scritto da Redazione | |||||
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Durissime accuse di Ciancimino: “Forza Italia figlia del patto Stato-Mafia”. Dell’Utri: “Falsità. Io e Silvio non c’entriamo”.
Nuove e scottanti rivelazioni del pentito Massimo Ciancimino al processo Mori. Se la scorsa settimana aveva fatto intendere che Dell’Utri avesse sostituito suo padre, il sindaco di Palermo Vito Ciancimino, nel ruolo di intermediario tra mafia e politica, oggi ha alzato la posta definendo Forza Italia come “figlia di un accordo tra stato e mafia”. Non solo: Ciancimino ha consegnato ai giudici di Palermo una lettera scritta, a quanto sostiene il pentito, dai Corleonesi e indirizzata a Dell’Utri e per conoscenza a Berlusconi. "Nel 1994, l'ingegner Lo Verde, alias Bernardo Provenzano, mi fece avere tramite il suo entourage una lettera destinata a Dell'Utri e Berlusconi. Io la portai subito a mio padre, che all'epoca era in carcere: lui mi disse che con quella lettera si voleva richiamare Berlusconi e Dell'Utri, perché ritornassero nei ranghi. Mio padre mi diceva che il partito di Forza Italia era nato grazie alla trattativa e che Berlusconi era il frutto di tutti questi accordi", da dichiarato Ciancimino. In uno stralcio della lettera si legge: “...posizione politica intendo portare il mio contributo (che non sarà di poco) perchè questo triste evento non ne abbia a verificarsi. Sono convinto che questo evento onorevole Berluconi vorrà mettere a disposizione una delle sue reti televisive.....". I magistrati incaricati dell’indagine al generale Mori, i pm Antonio Ingroia e Nino Di Matteo, hanno ordinato accertamenti per valutare la veridicità della lettera. Secondo i dati raccolti dalle indagini, la lettera sarebbe pervenuta a Berlusconi presumibilmente poco dopo il 1994, come attesta il fatto che nella lettera Provengano e i Corleonesi si rivolgerebbero all’ “onorevole” Berlusconi che proprio nel 1994 fece la sua discesa in campo. La lettera è stata accettata dai magistrati ma presenta alcune “stranezze”. Ad esempio, la parte dell’intestazione è stata strappata, nonostante Ciancimino jr. sostenga che fino al 2005 quella lettera era integra. E dietro la minuta arcana ci sarebbe una minaccia indirizzata all’attuale presidente del Consiglio, il quale, secondo Ciancimino, avrebbe ritrattato le sue promesse a Cosa Nostra dopo essere stato eletto a Palazzo Chigi nel 1994. Le dichiarazioni di Ciancimino hanno provocato la durissima reazione dell’onorevole Dell’Utri, parlamentare del Pdl e braccio destro di Berlusconi, il quale ha definito il racconto del figlio dell’ex sindaco di palermo come “falsità che sfiorano la pazzia”. "Lo Stato non eravamo noi. In ogni caso, non siamo mai stati in condizione di essere parte in questi discorsi". "Certamente non c'entro niente, e non parliamo ovviamente di Berlusconi", ha aggiunto il senatore Dell’Utri.
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