Obama snobba l’Europa, no al vertice di Madrid

L’Ue ha deciso di rinviare il vertice Usa-Ue in programma il 24 maggio a Madrid.
La ragione che ha indotto i leader europei a rinviare il vertice è stato l’annuncio della Casa Bianca che Obama non vi avrebbe partecipato a causa dell’“agenda enorme” che incombe sul presidente Usa, come ha spiegato il vicesegretario di stato per l’Europa Philip Gordon. Secondo fonti ufficiali della Commissione europea, Ue e Usa sono “in stretto contatto” per trovare un accordo sulla data del prossimo vertice bilaterale, ma dalla presidenza spagnola, che detiene la presidenza di turno dell’Ue, filtrano voci per le quali “è molto improbabile che il summit ci sia”.
La delusione del presidente spagnolo Zapatero è stata fortissima, dal momento che il leader socialista puntava proprio su questo vertice per rilanciare la sua presidenza, in una fase di netto declino, e l’immagine della Spagna, sempre più al centro di voci che la vorrebbero come la prossima vittima dell’eurozona dopo la Grecia. Zapatero può però consolarsi, almeno in parte, perché già domani volerà a Washington da Obama per la tradizionale colazione di preghiera, durante la quale il presidente spagnolo leggerà un passo della Bibbia.
Al di là delle motivazioni ufficiali, il Wall Street Journal parla di un Obama sconcertato dalla confusione che regna nell’Europa del dopo-Lisbona. Oltre al presidente della Commissione Barroso e al presidente di turno della Ue, ora Zapatero, si è infatti aggiunto anche il presidente permanente, carica ricoperta attualmente dal belga Van Rompuy. Un saggio dell’incomprensibilità delle alchimie europee per gli extra-europei lo ha dato ieri il presidente della Mongolia Tsakhia Elbegdorj, che ha confuso Barroso con Van Rompuy.
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