| Paranormal Activity, scene da panico. Mussolini: “Vietato ai minori” |
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Il film di Oran Peli al centro della polemica politica. E intanto si moltiplicano i casi di choc dopo la visione di Paranormal Activity.
Paranormal Activity, il film low cost che sta insidiando ai botteghini il costosissimo Avatar di Cameron, è al centro delle polemiche. Costato solo 15 mila dollari, la pellicola di Oran Peli ha seminato il panico nelle oltre 400 sale italiane che la ospitano. Vomito, crisi di panico, tremori, stato di choc sono alcuni dei sintomi che i “pazienti-spettatori” di Paranormal Activity evidenziano e pertanto intasano il centralino del 118. Il film mette in scena, con una tecnica molto simile a quella di “Blair Witch Project”, le avventure horror di una giovane coppia di sposini che abita in una casa infestata da un demone che li perseguita. Anticipato da un trailer mozzafiato, Paranormal Activity ha già incassato oltre 3 milioni di euro grazie soprattutto al passaparola. Ma tanto successo non è andato giù al Codacons che già medita azioni legali per tutelare i minori da un film giudicato inadatto alla giovane età. “I casi accertati di attacchi di panico e gli altri effetti psicologici registrati nei minorenni, legati alla visione della pellicola, dimostrano chiaramente l’esigenza di vietarne la visione ad un pubblico di età inferiore ai 18 anni”, spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi, che intende perfino chiedere un risarcimento simbolico, come avvenuto per Apocalypto di Mel Gibson. Naturalmente la vicenda non poteva che investire anche il mondo della politica. Alessandra Mussolini, presidente della Commissione per l’Infanzia alla Camera, definisce Paranormal Activity come un «film ad alto contenuto ansiogeno e non vietato ai minori, che sta provocando numerosi casi di attacchi di panico e di problemi psicologici tra i giovani». Pertanto chiede che il film venga vietato ai minori. Un’accusa rilanciata anche da Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio Se negli Usa non è stato vietato - continua Marziale in una nota - ciò non vuol dire che ogni americanata debba godere nel nostro Paese di immunità riflessa». Per il presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori, «sarebbe opportuno che l’on. Alessandra Mussolini, presidente della commissione parlamentare per l’Infanzia, promuovesse un confronto con la commissione Censura, anche per porre fine ad uno dei fenomeni maggiormente segnalati dai genitori, cioè la proiezione di trailer non rapportabili all’età evolutiva prima della visione di film a loro non vietati».
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