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Penna venduta all’asta per 6,3 milioni di euro

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Una penna con cappuccio e fusto d’oro massiccio 18 carati, con 2197 diamanti neri e 123 rubini.

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Picasso, vendita record: 106,5 milioni di dollari

L’arte non sente il peso della crisi. E’ “Nudo, foglie verdi e busto” il quadro del celebre pittore venduto a New York.

 

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Islanda, il vulcano in eruzione dà spettacolo

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Un incredibile spettacolo naturale di lingue di fuoco e lava che si innalzano nel cielo.

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Di che colore ti faccio l'asteroide?

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La forza di gravità, si sa, ci tiene con i piedi ben attaccati al nostro magnifico pianeta attirandoci a sé e non lasciandoci scappare via ad ogni saltello verso il cielo.

Dalle leggi di Newton sappiamo anche che maggiore è la massa che un corpo celeste possiede e maggiore sarà la sua forza attrattiva verso i corpi che lo circondano.

Come la Terra infatti ci tiene stretti a sé, così fa con la Luna; e più in là fa la nostra splendente stella con la Terra  e con tutti i pianeti del Sistema Solare, e più in là fa la nostra galassia Via Lattea con tutte le miliardi di stelle e corpi celesti di cui è composta, e più in là il nostro ammasso locale di galassie, eccetera.

Tornando però a pensare un po’ più in “piccolo”, la nostra stella attrae inevitabilmente anche tutti i pezzi di roccia cui la sua forza attrattiva riesce a raggiungere: gli asteroidi.

Certo ogni giorno il nostro pianeta è costantemente bombardato da piccoli detriti cosmici, ma per le loro dimensioni risultano fortunatamente innocui, vaporizzandosi all’ingresso nell’atmosfera a causa dell’attrito con i gas di cui è composta.

Al contrario, gli asteroidi costituiscono una minaccia proprio perché possiedono una dimensione tale che se impattassero con il nostro pianeta provocherebbero danni spaventosi.

Negli ultimi anni si è sempre più spesso sentito parlare dai media di scoperte di asteroidi potenzialmente pericolosi, cioè aventi un’ orbita che li porta a transitare vicino alla Terra, i cosiddetti NEO (Near Earth Object). Questo grazie al lavoro svolto dagli scienziati di Stati Uniti, Unione Europea e altre nazioni che monitorano continuamente questi oggetti in un progetto chiamato “Spaceguard”.

Il più pericoloso NEO ad oggi conosciuto è stato denominato Apophis, come la divinità egizia del buio e del caos, anche noto agli scienziati come Apophis 99942 oppure 2004MN4, designazione provvisoria assegnatagli alla sua scoperta il 19 Giugno 2004 dal Kitt Peak National Observatory, in Arizzona, scoperta fatta da Roy A. Tucker, David J. Tholen e Fabrizio Bernardi, del progetto di ricerca asteroidi finanziato dalla NASA all’Università delle Hawaii.

Mesi di osservazioni hanno portato a stimare le dimensioni dell’asteroide a circa 270 metri, con una massa di 4,4 x 1010 chili.

La tipologia di orbita lo colloca nella categoria di asteroidi Aten, aventi un semiasse maggiore inferiore a un’unità astronomica (distanza media Terra-Sole).

Il primo avvicinamento è previsto per venerdì 13 Aprile 2029, dove transiterà a una distanza di 29.450 chilometri dal nostro pianeta, ben al di sotto dei satelliti geostazionari per le telecomunicazioni che ruotano a 36.000 chilometri.

Rischio scampato quindi per il 2029, ma rimane ancora un’incognita: il passaggio del 2036!

Al momento infatti la probabilità che l’asteroide precipiti il 13 Aprile 2036 è via via scesa fino a 1 su 250.000, salvo imprevisti…

Sperando cioè che nel suo avvicinamento o nel passaggio del 2029 non intervengano perturbazioni che ne alterino la traiettoria.

Numerose sono le idee per scongiurare la minaccia, da quella più classica dei film di fantascienza, ossia bombardare l’asteroide ( dal rischio elevato in quanto lo sciame di frammenti potrebbe essere altrettanto pericoloso dell’asteroide), a quella di alterarne l’orbita con esplosioni  nucleari nella sua prossimità, a quella del “trattore gravitazionale” (inserire in orbita attorno all’asteroide un’ astronave di diverse tonnellate che formerebbe così un “asteroide doppio” che essendo diverso da prima causerebbe una variazione della traiettoria), ma la più fantasiosa - che possiamo leggere nel sito dell’ESA (l’Agenzia Spaziale Europea) - “è quella di modificare il colore dell’asteroide, per esempio dipingendolo di bianco, con della vernice ma anche con dello zucchero. Questo può funzionare se si interviene con molti anni in anticipo. L’orbita di un asteroide infatti non dipende solo dalla gravità del Sole e dei pianeti, ma anche dalla pressione della luce solare che l’asteroide assorbe, che a sua volta dipende dal colore dell’asteroide, appunto.”

Nel frattempo non ci resta che attendere con gli occhi puntati allo spettacolo che il cielo notturno ha da offrirci.

 
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