
1.Una delle grandi novità nel panorama internazionale degli ultimi anni è quella che vede l'occidente declinante alle prese con la possibilità di specchiarsi in una realtà diversa e in ascesa quale è quella cinese. I sostenuti tassi di crescita del dragone riescono, a fronte della disastrosa situazione europea ed americana, ad attirare la curiosità e l'interesse di quelli che nell'attuale crisi intravedono qualcosa di ben più profondo di un semplice rallentamento economico e relativo impoverimento, rivolgendo il proprio sguardo alla prospettiva di una crisi in divenire dal carattere strutturale, segno dell' inesorabile disfacimento del modello culturale e di sviluppo occidentale.
Oltre ai dati economico-finanziari, a corredare l'opinione che l'occidente si appresti ad essere seriamente ridimensionato nel suo peso relativo sull'equilibrio mondiale accorrono come macigni lanciati giĂą da una rupe anche i trend demografici e le enormi difficoltĂ della politica. Le proiezioni demografiche ricordandoci che 100 anni fa l'Europa era piĂą popolata della Cina ci dicono che tra 20-30 anni l'occidente rappresenterĂ il 12% della popolazione mondiale con gli europei al 6%*. Inoltre noi Europei continuiamo ad invecchiare inesorabilemente. La politica dal canto suo non riesce a (o meglio non vuole) trovare la forza per intraprendere un serio programma di riforma strutturale dei sistemi bancari e creditizi, humus avvelenato dei selvaggi e malati meccanismi della finanza che puntualmente in modo immediato (serve regolamentazione) e inavvertito (serve trasparenza) ci catapultano in un mondo dove si convive con il senso di precarietĂ .
Dall' altra parte dello specchio abbiamo la Cina, un gigante asiatico in ascesa, culturalmente coeso, che si sta affacciando come potenza geopolitica centrale della regione asiatica e sembra destinato ad incidere in maniere crescente sugli equilibri mondiali del potere. Questo Paese, che del controllo politico sui processi economico-finanziari e della globalizzazione in generale ha fatto il segno distintivo di un modello capitalista di sviluppo che si rivela oggi più che mai di carattere vincente, rappresenta per molti la vera scommessa di questo secolo. Ma la Cina è anche un Paese pieno di problemi e contraddizioni nonché un Paese che il grosso dell'opinione pubblica occidentale non riesce, tramite i suoi canoni etnocentrici, a comprendere.
2.Il libro bianco su internet pubblicato dall'Ufficio di informazione del Consiglio di stato della Repubblica Popolare Cinese è uno dei primi tentativi formali di imbrigliare internet nelle regole della sovranità statale. Come abbiamo avuto modo di discorrere altrove gli Stati ormai riconoscono la necessità di dotarsi di strumenti contro eventuali attacchi informatici sferrati a danno della sicurezza nazionale. La strada che si intraprenderà dunque sarà quella di dotarsi di strumenti adatti a tali esigenze. Gli USA sono dotati da tempo di dipartimenti e squadre informatiche ma qui stiamo parlando d'altro. Stiamo parlando della possibilità concreta per uno Stato di esercitare un controllo effettivo ed immediato (anche se di ultima istanza) sulla rete per rispondere a minacce altrettanto immediate e potenzialmente disastrose. Ma essendo esigenze e forme di governo, nonchè assets culturali, differenti in occidente e in Cina, probabilmente assisteremo dal punto di vista interno alla creazione di due metodi diversi di tutela della sicurezza nazionale. Quando questo complesso di norme e procedure in ambo i lati dovesse raggiungere una definizione tale da rendere palese il diverso funzionamento di due sistemi in tal senso distinti, ci troveremmo dinanzi ad un mondo che riconosce (e probabilmente non accetta) l'esistenza di due reti. Oggi invece si tende a pensare ad internet come ad un unico e solo concetto monolitico che coincide grosso modo con i valori dell'occidente. Internet come sinonimo di completa libertà dell'individuo.
Nel libro bianco, internet viene dipinta come un' infrastruttura. Questa infrastruttura accoglie uno spazio pubblico. Ecco il punto: lo spazio pubblico. In Cina, per fare un esempio, non puoi andare in uno spazio pubblico fisico ed insultare i dirigenti del Partito. E' un atto che destabilizza la pace sociale, punito dalla legge. Ne consegue che nell'ottica del Partito, nello spazio pubblico virtuale vige lo stesso complesso etico vigente nella dimensione fisica e dunque su un forum non puoi scrivere frasi antigovernative né tantomeno farlo indossando una maschera in volto (il nickname). L'esercizio della sovranità cinese dunque ha preso la strada del controllo sia fisico dell'utenza (filtri, individuazione ecc) sia virtuale sullo spazio pubblico. In occidente invece i valori che si trasfonderebbero in una futura regolamentazione sono altri. Così come lo spazio pubblico nella sua dimensione fisica può essere utilizzato entro ampi margini di libertà individuale, così vanno tutelati anche in rete, i medesimi principi che sono alla base di tale libertà .
Lo spazio pubblico in occidente per formazione e per ruolo sociale è molto diverso da quello cinese , da questo ne deriva anche una diversa prospettiva nel concetto di sicurezza che ad esso si rapporta e dunque applicato alla rete. Per questo credo che ad occidente il controllo sovrano sulla rete ai fini della sicureazza nazionale si limiterà agli uomini e alle cose configurandosi come un controllo prettamente fisico sull'infrastruttura, sul punto di partenza e il punto di arrivo, e sull'uomo in senso fisico che agisce dietro a questi punti.
Queste potrebbero essere le due reti.
Questo ragionamento si basa in ultima istanza sulla diversa concezione del rapporto individuo-comunitĂ proprio della cultura occidentale e della cultura sino-confuciana.
E' mia opinione che internet sia un vaso vuoto e come tale internet sia ciò che si decide di farne dunque la sua sostanza non è innata nella sua forma. Penso inoltre che internet non sia un fenomeno che sfugge al potere di governo dello Stato, questa tesi è stata sostenuta all'epoca per le comunicazioni radio, poi per le attività spaziali, ora lo si dice per la rete. Non bisogna dunque stupirsi che sia possibile ipotizzare una rete plasmata su valori confuciani e una rete che vive nel quadro dei valori dell'occidente.
E qui vorrei toccare un altro punto: nel diritto internazionale la responsabilità dello Stato per atti illeciti compiuti da privati è esclusa o meglio limitata alla mancata predisposizioni di strumenti atti alla prevenzione e alla punizione dell'autore. Internet per il suo basso costo di entrata e per la sua natura intrinsecamente internazionale è un mezzo che consente con grande facilità ad un individuo privato di compiere degli atti illeciti internazionali anche gravi e su vasta scala in modo autonomo (senza coinvolgimento statale). Ne deriva che in ragione dei due sistemi che potrebbero configurarsi, tale responsabilità sarà invocabile in modi e con tatticismi differenti. Ipotizziamo che dal territorio statunitense parta un grave attacco informatico contro la Cina. In un sistema di regolamentazione "alla occidentale" individuare l'autore sarebbe molto difficile. Ne deriva che gli USA potrebbero avere buon gioco a scaricare con facilità la responsabilità di danni causati da eventuali azioni governative su privati che però...sono irrintracciabili. Nel caso l'attacco partisse dalla Cina invece, proprio alla luce dello stretto controllo che lo Stato può esercitare sulla rete (fisico e virtuale), sarebbe molto più immediato avallare le parole di chi si trovasse ad ipotizzare un coinvolgimento (anche solo indiretto) tra chi ha commesso il reato ed il governo cinese. Questo ovviamente avrebbe rilevanza più dal punto di vista del registro interno utilizzato dalla politica nell'affrontare certe situazioni davanti all'opinione pubblica che non per il diritto internazionale. Voglio anche far presente che ad oggi un grave attacco informatico non potrebbe ricadere nell'ambito dell'articolo 51 della Carta delle NU né se venisse attuato da privati in modo autonomo né se ad essere coinvolti fossero i governi. Su questo piano la comunità internazionale nel suo insieme e le principali organizzazioni che in essa operano hanno ancora molto da lavorare. Pare però che alla luce di quanto detto sulla responsabilità statale per atti dei privati e in merito all'articolo 51 ONU (limitatamente al caso di atti compiuti esclusivamente da privati) il tema di un attacco informatico grave ed esteso diretto contro uno Stato sia suscettibile di essere trattato in alcuni suoi aspetti e dunque di essere sviluppato in modo non del tutto dissimile rispetto al tema del terrorismo internazionale.
Se cambiassimo angolazione nell'esaminare quanto sopra detto ci accorgeremmo che su questo campo che coinvolge ed intreccia internet, globalizzazione e Cina si gioca anche un'altra partita internazionalmente tanto affascinante quanto importante: la validità del fattore bottom-up nel rimodellamento normativo del processo di global governance. In un mondo che comprende una Cina in cui ormai il 30% della popolazione naviga in rete, che è caratterizzato da un crescente grado di partecipazione sociale all'attività informativa e dall'abbattimento dei costi dell'informazione stessa, riuscirà ad affermarsi quel multilateralismo dal basso di stampo normativista auspicato da Robert Cox sin dagli anni '80 nell'ambito della Teoria Critica che vede aumentare il peso degli individui sullo scenario internazionale al punto da portare ad un rimodellamento in senso democratico delle regole e delle istituzioni internazionali? Siamo nel mezzo di un momento storico proiettato verso l’inevitabile risposta (positiva o negativa che sia) a tale domanda.
Note
*da Franco Mazzei, World Politics. Appunti e riflessioni sulla politica mondiale.
Documenti di riferimento
Cyberspace Policy Review 2009
Obama potrĂ spegnere internet ->Protecting Cyberspace as a National Asset Act of 2010
Cyberspace and the National Security of the UK
Comprehensive National Cybersecurity Initiative: Legal Authorities and Policy Considerations
Capability of the People’s Republic of China to Conduct Cyber Warfare
The Art of (cyber) War .Occhio alle note!
The Internet in China