| Zapping governativo |
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| Scritto da Vincenzo Schinella | |||||
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di V.Schinella
Ora, in questa sede, poco interessano i contenuti delle nuove rivelazioni della D’Addario la quale, per la prima volta, ha affermato che il Presidente Berlusconi era a conoscenza del fatto che lei fosse una escort: è il contorno a suscitare perplessità. Si è discusso per quasi una settimana sulla giustezza o meno della presenza di Patrizia D’Addario nella trasmissione di Santoro: da una parte lo stuolo berlusconiano che ha detto tutto ciò che di pessimo e infimo si potesse dire, e dall’altra il Nulla, questo nuovo soggetto politico-sociale che ha ufficialmente sostituito il PD soppiantandolo democraticamente. La domanda che si pone, però, è un’altra: se si fosse dato il giusto risalto alla vicenda ‘Escort’ nei Tg e nelle trasmissioni di approfondimento, Michele Santoro non avrebbe avuto alcun motivo di fare una serata incentrata sul tema. E, se l’avesse fatta, nessuno se ne sarebbe scandalizzato dal momento che la notizia sarebbe già stata data. E’ l’unicità dell’evento a creare lo scalpore intriso di paura al Palazzo del Re: fossimo in un Paese democratico sano, le Tv sarebbero libere di informare e chi sta al potere (che in quel caso potremmo anche definire ‘Governo’) non avrebbe nulla da temere. Il punto non è che Santoro sia andato in onda parlando delle escort a Palazzo Grazioli e intervistando la diretta interessata ma, semmai, che nessuno prima di lui in Italia ne abbia voluto e potuto parlarne. Tutto questo su Rai2, davanti a sette milioni e mezzo di telespettatori che neanche Don Matteo. Finito Annozero, inizia il bello. L’intransigente Vespa, impacchetta una puntata shock di Porta a Porta sulla libertà di stampa o cose simili: mancavano solo i plastici delle redazioni dei giornali. Ottimo pretesto, ovviamente, per dare addosso a Santoro e controbattere alle mille falsità proferite dagli scranni di Annozero. L’ubiquo Belpietro che, di per se, già una volta è troppo, il Ministro della Difesa nei panni di difensore urlante delle nuove teorie totalitariste, Marino e Donadi come agnelli sacrificali: e il quadro si completa quando, durante il suo intervento in collegamento esterno, Piergiorgio Odifreddi ha avuto l’incauto ardire di parlare delle vicende che avrebbero portato la Gelmini e la Carfagna ai rispettivi ministeri, riferite a suo tempo da qualche sparuto organo di informazione. Vespa, dopo un attimo di stordimento, reagisce da vero moderatore democratico non schierato e libero da servilismi di sorta, scaricando addosso al povero Odifreddi una serie interminabile di ‘mi faccia la cortesia’: avendolo visto solo o poco efficace anche La Russa ha poi deciso di accavallarsi, anch’egli con i suoi toni pacati da guerriglia verbale. Il che è un fatto rassicurante per gli alacri membri del Governo: esiste già una trasmissione che bilanci il disequilibrio santoresco! Il tutto mentre Chiambretti, su ItaliaUno domanda con una sciarada: ‘Ma lei è più Santo o Toro...Santoro!?’. L’ospite è Tinto Brass che, in una serata dedicata ad escort e teatrini urlanti, rappresenta sicuramente la quadratura del cerchio. Tags:
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