| Cina, incatena il figlio per andare a lavorare |
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| Scritto da Giovanni Orsato | |||||
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Il padre giura di averlo fatto per il bene del figlio: “un mese fa è scomparsa l’altra nostra figlia”.
Ma l’immagine del bambino incatenato sta rimbalzando su tutti i media del mondo, sollevando un mare di polemiche. Lao Lu, figlio di Chen Chianliu, era legato con una grossa catena a un lampione, con un lucchetto alla caviglia.
Chen ha dichiarato che è stato costretto a farlo per evitare che il bambino se ne andasse liberamente in giro mentre è a lavoro. Una misura necessaria dopo che, solo un mese fa, l’altra figlia Ling è scomparsa proprio mentre i due genitori erano a lavoro. Le autorità ancora non hanno confermato la versione dei genitori. Quel che è certo è che il bimbo è stato liberato ma riassegnato nuovamente alla custodia dei genitori.
Un futuro difficile però: il padre guadagna 5 euro al giorno, e la madre, disabile, ancora meno. Non possono usufruire degli aiuti statali perché Chen Chianliu proviene da una provincia diversa. E di certo non potranno permettersi di affidarlo all’asilo nido quando andrà a lavoro. Un problema anche occidentale, ma che in Cina coinvolge milioni di persone, e di bambini.
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