Brunetta: l’art. 18 garantisce solo i padri

Nuovo intervento a gamba tesa del Ministro Brunetta che questa volta si scaglia contro l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori.
Secondo il ministro in Italia il welfare è mal distribuito: “spendiamo troppo per i padri e poco per i figli”.
Brunetta ha ricordato che in Italia si spende moltissimo “per finte pensioni d’invalidità e quasi nulla in incentivi ai giovani per borse di studio e affitti”. Il sistema assistenziale italiano protegge chi è già entrato nel mondo del lavoro o chi ne è già uscito, ma non crea le condizioni necessarie affinchè i giovani, vero motore del paese, abbiano una reale “uguaglianza di opportunità”.
“Con questo sistema – ha aggiunto Brunetta – le famiglie, per compassione, si tengono in casa i figli fino a tarda età”. Il governo, ha annunciato, lavorerà per riequilibrare questa situazione, anche se non sarà facile data la portata della riforma proposta. Nessuna conferma ufficiale arriva però dagli altri membri del governo, molto disturbati da flusso continuo di dichiarazioni ad effetto del Ministro Brunetta. Sembra che Tremonti sia il più infuriato per le continue polemiche sollevate dall'esplosività del neo candidato a sindaco a Venezia.
Sia i sindacati sia le opposizioni si sono immediatamente scagliati contro quella che è stata definita “l’ennesima sparata” di Brunetta, che, sostiene la Bindi, “lancia messaggi ideologici da pasdaran della deregulation dei diritti”. “Sono i padri – ha aggiunto la Bindi- anche quando sono in cassa integrazione, a dare un minimo di certezza ai figli.
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