| Giustizia: Alfano attacca l’Anm, a L’Aquila proteste contro processo breve |
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| Scritto da redazione | |||||
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Il Ministro della Giustizia ha attaccato nuovamente l’Anm, che ha protestato contro la riforma la riforma del governo.
L’unico dato rilevante della protesta messa in atto dai magistrati, che in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario nelle Corti d’appello hanno abbandonato l’aula quando ha preso la parola il rappresentante del Ministero della Giustizia, è quello delle “numerose defezioni”. Così si è espresso il ministro Alfano, sottolineando che “è la prima volta che si verificano”, a dimostrazione della “irragionevolezza delle proteste”. Il ministro della Giustizia ha poi annunciato: “Da ora parlerò sempre con i capi degli uffici giudiziari anziché con l’Anm”.
“Abbiamo dimostrato di essere uniti e compatti” ribattono i magistrati, che hanno protestato tenendo in mano una copia della Costituzione. La protesta è “un gesto che vuole esprimere in modo composto un forte disagio della magistratura” – spiega il presidente dell’Anm Luca Palamara – “Un disagio che è dovuto in prevalenza dalla mancanza di riforme nel sistema giustizia. Il nostro è un gesto simbolico e abbiamo voluto indossare la toga e portare con noi la Costituzione perché abbiamo orgoglio per questa professione e un forte rispetto per lo Stato”.
Le uniche sedi nelle quali i magistrati non hanno protestato sono Catanzaro, Messina e L’Aquila. Proprio a L’Aquila, i familiari delle vittime della Casa dello Studente hanno dato vita ad una manifestazione contro il processo breve. Il timore è che, con le nuove norme, non ci sarà il tempo sufficiente per punire i responsabili del crollo dell’edificio.
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