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Fiat, rivoluzioni al vertice: Montezemolo lascia, Elkann presidente

Era l'erede designato dall'Avvocato, dopo che Giovanni Alberto, figlio di Umberto, è mancato prematuramente all'età di 33 anni. E così lo scettro della famiglia Agnelli, i monarchi della Repubblica, era passato nelle mani di John "Yaki" Elkann.

Montezemolo lascia dunque la guida della Fiat, dopo aver fatto per diversi anni il compito assegnato da Gianni Agnelli: il traghettatore. Ora per lui potrebbero aprirsi le porte della politica, magari alla guida di una "Kadima" italiana insieme a Fini, Casini e Rutelli.

In un'intervista a La Stampa Montezemolo ha dichiarato: «Le due condizioni che avevano spinto a nominarmi sono venute meno: l’azienda è sana e competitiva e adesso c’è un componente della famiglia che ha le carte in regola per assumersi la massima responsabilità. John, che allora aveva appena compiuto 28 anni, oggi ha un ruolo pari a quello dell’Avvocato Agnelli e soprattutto ha partecipato a tutte le scelte che sono state fatte in questi sei anni da Sergio Marchionne e da me. Era giusto che ora, nel momento in cui si apre una nuova fase, che guarda lontano e lancia un nuovo progetto verso il 2014, io facessi un passo indietro».

 

Incentivi, via libera a decreto del governo

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Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto incentivi per i settori in crisi.

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Accordo tra Governo e Alcoa. Rinviata decisione su Portovesme

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Rinviata di sei mesi la decisione sul futuro dell’impianto di Portovesme.

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Telecom: maxi-sequestro per Sparkle, rinviato l’ok al bilancio

Dopo il sequestro di 300 milioni di euro di Sparkle, Telecom ha deciso di rinviare a fine marzo l’approvazione del bilancio.

Nella tarda serata di ieri i vertici di Telecom Italia hanno spiegato in una nota che oggi proporranno al cda di rinviare al 25 marzo l’approvazione del bilancio separato e consolidato 2009. La decisione deriva dal maxi-sequestro di 300 milioni di euro tra liquidità e crediti di Sparkle ordinato ieri dalla magistratura. I vertici della società hanno spiegato che ad oggi è impossibile “ricomprendere i risultati della controllata”.

Il cda di Sparkle ha annunciato che userà un “criterio di prudenza”, rinviando l’approvazione del bilancio con l’obiettivo di “completare l'esame della corposa documentazione ricevuta per poi procedere ad una corretta valutazione e rappresentazione della situazione”, che non è affatto rosea. Il sequestro cautelativo di 300 milioni di euro, secondo i magistrati, sarebbe equivalente al valore del credito Iva illecitamente maturato da Sparkle.

Intanto, il titolo Telecom continua a cedere sul listino di Piazza Affari, così come quello di Fastweb, il cui ad Parisi però precisa: “Il gruppo non ha fondi neri e non ha fatto frodi fiscali”.

 
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