Curiosità, economia, tecnologia.

La spettroscopia ottica

Oggi la spettroscopia ottica è una tecnica che vanta diverse applicazioni in settori quali quello scientifico e medicale, ma anche industriale. Vi si fa ricorso quando è necessario identificare e classificare materiali che possono essere organici o meno.

In ambito industriale la classificazione dei materiali viene spesso eseguita con camere iperspettrali, ovvero particolari telecamere che riescono a coniugare tecniche di analisi e misura basandosi sulla nota spettroscopia ottica. Le camere iperspettrali dunque, rappresentano oggi una importante componente del processo tecnologico di analisi, e consentono di monitorare tutti i processi produttivi in maniera tale da fare in modo che la qualità del prodotto finito possa essere sempre garantita.

Come funzionano gli spettrometri?

In sintesi parliamo di uno strumento che viene adoperato per misurare le proprietà di luce su di una piccola parte dello spettro elettromagnetico, al fine di identificarne i materiali. Come accennato tali apparecchiature trovano applicazione nei settori più svariati e tra questi vi è anche l’astronomia, settore in cui questi dispositivi vengono adoperati per misurare la radiazione proveniente dagli oggetti astronomici al fine di intuire quella che è la loro composizione chimica.

Optoprim è un’azienda nata in Francia nel 1994 e fornisce questo tipo di tecnologia, ma non si limita agli spettrometri. Il suo vasto catalogo offre risposte ad ogni tipo di esigenze di qualsiasi realtà industriale, tutti pensati per risolvere le necessità manifestate dai clienti e dunque essere sempre in grado di soddisfare le richieste di mercato.

Migliorare l’intero processo produttivo

L’azienda offre supporto ai propri clienti sia in fase progettuale che in quella di definizione del progetto stesso, fornendo consigli al fine di individuare l’attrezzatura più adatta alle necessità individuali e offrendo supporto nell’integrare la tecnologia desiderata.

Grazie alla componentistica di alto livello fornita, Optoprim può ritenersi a tutti gli effetti un importante partner in grado di consentire a ciascuna azienda di fare un salto di qualità, grazie a prodotti tecnologicamente avanzati che consentono di migliorare e rendere più efficiente l’intero processo produttivo.

Timbracartellini e rilevamento presenze in azienda

Un timbracartellini è lo strumento perfetto per consentire ai dipendenti poter marcare il proprio ingresso e l’uscita dai locali all’interno dei quali si svolgono le attività lavorative. In particolar modo, i timbracartellini proposti da Cotini Srl rappresentano la soluzione perfetta sia per grandi aziende con un numero elevato di dipendenti che per realtà più piccole. I modelli Puma e Cobra-R ad esempio, sono semplici ed hanno un costo contenuto. Sono perfetti per tutte quelle realtà aziendali in cui le condizioni ambientali sono particolarmente difficili come ad esempio ambienti in cui si registra la presenza di parecchia polvere.

Un modello adatto ad ogni tipo di necessità

Vi sono modelli con orologio analogico e numeri arabi di colore bianco su sfondo nero, che consentono una facile lettura dell’orario. Vi sono poi dei modelli automatici con stampa programmabile, ideali ad esempio per bolle di lavorazione, validazione e protocollo documenti. A disposizione vi sono inoltre i timbracartellini con display LCD che consentono una visualizzazione dell’orario chiara anche a distanza, e che includono inoltre anche 50 cartellini. Questo modello, che si chiama Puma, contrassegna l’orario con un asterisco nel caso in cui ci sia ritardo, così da facilitare anche il lavoro dell’ufficio del personale che dovrà prenderne nota.

Vi sono dunque timbracartellini di ogni tipo e tutti in grado di andare a risolvere necessità specifiche, sia per quel che riguarda il numero di dipendenti che dovranno usufruirne, che per quanto riguarda la facilità di lettura a distanza che per la personalizzazione dei risultati.

Uno strumento imprescindibile anche per la sicurezza

Grazie a strumenti di questo tipo, è molto più semplice andare a regolamentare gli ingressi e le uscite dei propri dipendenti dai locali aziendali e tenere traccia di orari, spostamenti e numero delle presenze attualmente in essere. È una possibilità molto importante soprattutto quando si verificano delle emergenze per le quali è necessario evacuare rapidamente l’Intero edificio e si ha necessità di conoscere in maniera rapida il numero di dipendenti presenti all’interno dei locali. 

Impianti osmosi inversa

L’assunzione di acqua per il nostro organismo è essenziale per mantenerci ben idratati e per eliminare le tossine che ogni giorno nostro malgrado accumuliamo. Assumere costantemente acqua assume maggiore importanza per alcune categorie di persone, quali ad esempio gli anziani o le donne in stato interessante. Nel corso dei nove mesi i liquidi che la donna si ritrova ad avere in circolo nel corpo aumentano di più di otto litri! Una donna in dolce attesa quindi, per il bene proprio e del proprio bambino, dovrebbe bere almeno due litri di acqua al giorno. I medici consigliano un’acqua che sia batteriologicamente pura, che contenga minerali sufficienti a garantirne il fabbisogno e che, soprattutto, sia priva di nitrati. I nitrati costituiscono un rischio altissimo sia per la donna che per il bambino che porta in grembo, in quanto innescano un processo ossidativo dannoso sull’emoglobina, rendendola metaemoglobina, quindi incapace di trasportare ossigeno ai tessuti; per eliminarli basterebbe filtrare l’acqua che prendiamo dal rubinetto ma filtrandola si andrebbero ad eliminare anche quei minerali di cui invece si ha bisogno in quello stato.

Per non incappare in tali rischi, la maggior parte delle future mamme preferisce acquistare acqua in bottiglia, indipendentemente dal costo che andrà ad affrontare nei mesi di gravidanza, certamente superiore al costo del quotidiano pre-stato interessante. Ma chi ci assicura che l’acqua in bottiglia sia veramente buona e salutare come dice di essere? Come sciogliere dunque i dubbi che sorgono in questo particolare periodo della vita di una donna?

E’ possibile mettersi al sicuro in un modo solo: installare in casa un impianto osmosi inversa di IWM, ovvero un prodotto International Water Machines. Un investimento a lungo termine, durevole anche oltre il periodo di gravidanza e per tutta la famiglia, che, cosa non da meno, consente un risparmio altrettanto considerevole nel tempo. Una soluzione che permette di avere in casa, direttamente dal proprio rubinetto, acqua pura come appena raccolta dalla sorgente e soprattutto oligominerale. Tutte le informazioni su questa azienda leader nel trattamento delle acque potabili possono essere reperite comodamente sul sito IWM, altrimenti basta chiamare il numero verde 800 800 813 per avere a propria disposizione gentilezza, preparazione e celerità

Illuminazione led by Lucefaidate.it

Sapete quante volte ci troviamo di fronte ad importanti lavori di ristrutturazione, che comprendo rifacimento di tutti gli impianti, demolizioni, pavimentazioni e molti altri interventi invasivi, che stravolgono letteralmente l’aspetto di un’immobile, magari anche particolarmente di pregio? Tante. E sapete quante volte uno degli aspetti più importanti, ovvero quello dell’illuminazione, viene relegato a ruolo di secondo piano sia dagli addetti ai lavori (sì, anche architetti o geometri…) e sia dai proprietari stessi? Quasi altrettante. Ecco, poi magari alla prima occasione si accendono le luci, e ci si rende conto che le stanze sono buie, troppo illuminate o semplicemente prive di atmosfera… Risultato? Spesi tanti soldi, ed impianto di illuminazione da sistemare.

I costi dell’illuminazione d’interni sono assai elevati, ma con tanta buona volontà è possibile risparmiare molto sia in fase di acquisto che in fase di posa, ed ottenere risultati davvero straordinari. Alcuni esempi? Ci viene in aiuto il sito www.lucefaidate.it che dispone di un vastissimo assortimento di articoli per l’illuminazione come strisce led, lampadari, applique o faretti da incasso di qualità elevata a costi assolutamente ragionevoli. Sopratutto, all’interno dello shop è possibile acquistare gli articoli in svariate alternative, con un supporto via chat e telefonico preziosissimo.

La nostra esperienza di acquisto è stata di ottimo livello, ed abbiamo potuto acquistare, oltre a faretti da incasso in gesso, anche kit di strisce led completi: è possibile cioè acquistare lo strip, il profilo in alluminio con copertura e tappini, ed infine l’alimentatore, in modo da disporre di tutto l’occorrente per una installazione anche “fai da te“. Lo stesso vale per luminarie e lampadari, il processo di acquisto è guidato e le spiegazioni molto esaustive. Lungi da noi affermare che non sia opportuno l’intervento di un elettricista che sappia posare i corpi illuminanti nel miglior modo possibile, tuttavia la fase di acquisto consente di ottimizzare i costi e poter avere una scelta ampia per tutti i gusti.

Anche per quanto riguarda il materiale elettrico in generale, cavi, lampadine ed accessori vari, è possibile acquistare tutto il necessario per la realizzazione del tuo impianto: insomma, se hai una buona manualità e tanta volontà, lucefaidate.it è il tuo fornitore ideale per l’illuminazione della tua casa. Ricorda bene di curare la scelta delle potenze, perchè se è vero che i led consumano davvero poco, va comunque fatta attenzione ai lumen, ovvero alla potenza illuminante delle lampade: spesso i corpi a led comprendono già la lampadina, quindi attenzione a cosa acquisti perchè non potrai sostituirla autonomamente.

Cerca di creare degli effetti scenografici (le strisce led sono ottime in tal senso), magari con l’ausilio di dimmer o di accensioni temporizzate che ti permettano di aver luce solo quando realmente ne necessiti, ed attenzione alle temperature: la luce calda corrisponde a circa 3.000K, più si sale e più la tipologia sarà “asettica”, ma non vorrai una casa che assomigli ad una sala operatoria!

Buon acquisto quindi e facci sapere la tua opinione.

Capsule compostabili Cialdamia

Ormai è appurato che le macchine per preparare il caffè utilizzando le capsule hanno conquistato una grande fetta di mercato: versatilità e qualità ne hanno decretato il successo, ed il parallelo aumento del mercato di cialde e capsule. I grossi brand come Lavazza o Nescafè hanno seguito la strada intrapresa da Nespresso, rendendo di fatto la macchina a capsule un elettrodomestico presente in moltissime case italiane.

Da un lato, quindi, abbiamo la possibilità di bere un caffè espresso paragonabile, in gusto e qualità, a quello che possiamo bere al bar o nella pausa in ufficio. Senza dimenticare la praticità con la quale è possibile prepararlo, davvero in pochi secondi. Dall’altra parte, tuttavia, ci sono due aspetti che ancora lasciando alcuni dubbi: i costi delle cialde e delle capsule e l’impatto ambientale del loro smaltimento.

Per il primo aspetto, c’è da dire che i prezzi si stanno notevolmente abbassando con il tempo, grazie sopratutto all’introduzione sul mercato delle capsule cosiddette “compatibili”, che offrono spetto la stessa qualità di quelle progettate per il sistema dalla casa madre ma a prezzi inferiori. Poi promozioni e diffusione delle macchine hanno fatto il resto, rendendo questo mercato di fatto, oggi, uno dei più competitivi.

Per il secondo aspetto, uno dei primi player a muoversi è stato Cialdamia.it, che con il suo shop online offre oggi capsule Nespresso compostabili. Per il momento disponibili solo per questo sistema, a brand Cialdamia, le capsule biodegradabili Nespresso rispondono quindi alla necessità di rispettare l’ambiente, offrendo un prodotto che può tranquillamente essere gettato, dopo il suo utilizzo, all’interno dell’umido.

La speranza è che tutte le case, ed anche chi immette sul mercato capsule compatibili del proprio brand, possano seguire l’esempio e l’attenzione dimostrata da Cialdamia.it verso la tutela dell’ambiente, potendo così decretare il successo assoluto di questa tipologia di sistema per la preparazione del caffè.

Make up, le tendenze dell’estate 2019

Make up, che passione. Il mondo della cosmetica e della bellezza è un settore che non solo non conosce crisi, ma che di in anno in anno – per non dire di stagione di stagione – cresce a ritmi vertiginosi. Un mercato, quello legato al beauty, che secondo le ultime analisi muoverebbe un giro d’affari globale di 532 miliardi di dollari. Insomma, un business che non ha confini e che conquista sempre nuovi target. Ma, oltre agli aspetti prettamente economici, il make up è anche e soprattutto un’espressione culturale e sociale: e, esattamente come la moda, ha i suoi corsi e ricorsi, con tendenze stagionali che tutte le fashion addicted non possono non seguire. L’ Academia BSI di Milano, creata da Diego Della Palma, e che offre tra i migliori corsi make-up in Italia ci aiuta Ecco, in base a quanto visto sulle passerelle degli stilisti e sui profili social delle celebs, quali sono i trend dell’estate 2019.

Pelle, less is more

Sotto il sole la pelle deve essere ambrata e naturale. Quindi sì a fondotinta leggeri, a creme idratanti colorate e a creme CC, oggi disponibili a lunga tenuta. Via libera ai prodotti che uniformano il colorito, senza però coprire: se avete le lentiggini, come Meghan Markle, questo è il momento di esibirle!

Occhi luminosi

Nelle ultime collezioni moda abbiamo visto un’esplosione di colori fluo, non solo per gli abiti ma anche per il make-up. Se volete osare con ombretti gialli, arancione, fucsia, questa è la vostra estate. Un trucco perfetto per la sera e per i party in spiaggia ma, per regalarsi un tocco abbagliante anche durante il giorno, i make up artist consigliano di provare l’eye-liner colorato. L’effetto è decisamente wow.

Labbra in primo piano

Anche per chi preferisce un trucco naturale, l’estate 2019 prevede però un imperativo: le labbra devono essere sempre protagoniste. Vietato uscire senza almeno un velo di gloss, che rende le labbra lucide e morbide. Perfetti i rossetti in tutti i colori del corallo, che sta bene con l’abbronzatura: matte o lucido non importa, basta che abbiate sempre il vostro lipstick con voi.

Capelli lucidi

Anche per quanto riguarda i capelli, la tendenza è quella di portarli naturali, ma estremamente curati e lucidi. Perfette, anche perché sono comodissime, le acconciature raccolte: dalla coda di cavallo, pratica e sbarazzina, allo chignon morbido, estremamente femminile. L’importante è che i capelli siano sani e vitali.

Unghie, il trucco c’è ma non si vede

La nuova voglia di naturalezza si rispecchia anche nella nail art: per la manicure i colori sono quelli della sabbia e della terra, come il beige, il taupe, il pesca. Tinte neutre e quasi trasparenti che si abbinano alla pelle dorata dal sole. Anche in questo caso, il trucco c’è, ma non si vede.

Bellezza consapevole

Come tutti gli altri settori, anche quello della bellezza non fa eccezione e si orienta verso scelte sempre più ecosostenibili e naturali. Sono in crescita le aziende che producono linee dove i componenti chimici sono ridotti al minimo. Aumenta invece il desiderio di consapevolezza da parte dei consumatori, che vogliono sapere cosa mettono sulla loro pelle, sulle loro labbra e sui loro capelli. Ed è questo, probabilmente, il trend che farà da filo conduttore anche nei prossimi anni.

Spirito imprenditoriale, in tempi di virus aumenta tra giovani e donne

Il Covid-19 metterà il freno ad alcune nostre libertà, ma di certo non blocca lo spirito imprenditoriale di diverse categorie, in particolare le donne e le giovani generazioni. A dirlo è nuovo sondaggio Ipsos, condotto in 28 Paesi tra oltre 20.000 intervistati, che ha rivelato che un terzo degli adulti in tutto il mondo mostra un livello molto elevato di spirito imprenditoriale. L’Entrepreneurial Spirit Index di Ipsos considera 18 caratteristiche imprenditoriali chiave a livello globale, che vanno dall’etica del lavoro alla propensione di assunzione dei rischi. 

Paese che vai, differenze che trovi

Tra gli aspetti emersi dal sondaggio il primo ad apparire è il fatto che lo spirito imprenditoriale varia, e anche di molto, da Paese a Paese. Ad esempio la Colombia si posizione al primo posto, seguita da Sud Africa e Perù; invece, Belgio, Gran Bretagna, Francia, Paesi Bassi, Corea del Sud e Giappone si collocano in fondo alla lista. Su 28 Paesi considerati, l’Italia si piazza al 13° posto con una percentuale del 29% (in linea con la media globale pari al 32% e in aumento del 5% rispetto al 2018). Molti esperti ed economisti affermano che l’imprenditorialità è fondamentale per una ripresa economica e che un’economia rinnovata dipenderà in gran parte dall’attività imprenditoriale dei cittadini. Insomma, una piccola carica di ottimismo per il futuro che ci attende.

La pandemia ha messo in moto l’imprenditorialità

Tra gli altri risultati più significativi del sondaggio, si scopre che la pandemia ha messo in moto la voglia di fare, tanto che 3 imprenditori su 10 hanno avviato un’attività imprenditoriale proprio nell’ultimo anno. In particolare, lo spirito imprenditoriale è più alto tra i Millennials e la Gen. X, nonché tra chi possiede un livello di istruzione e reddito superiore. Ma è aumentato molto anche fra le donne e pure tra le categorie che possiedono un livello d’istruzione e reddito più basso.

Le criticità nelle varie aree del mondo

Tuttavia, esistono delle ombre, come quella sulle disparità di genere ancora esistenti. Per la maggior parte degli intervistati, le donne non ricevono un trattamento equo quando cercano di avviare un’attività imprenditoriale. Soltanto in 5 dei 28 Paesi esaminati – Cina, Arabia Saudita, India, Malesia e Turchia – si ritiene che le donne siano trattate in modo equo. Tra le restanti 23 posizioni, l’Italia rientra tra i Paesi più convinti che la disparità di genere sia ancora molto elevata (25% vs. 37% a livello globale). Ancora, dal sondaggio emerge che, a livello globale, solo il 29% dà giudizi positivi all’assistenza da parte del proprio Governo agli imprenditori. Si ritiene che il governo stia facendo un lavoro migliore in India, Polonia, Malesia e Messico, mentre le valutazioni più basse si riferiscono a Belgio, Perù, Ungheria, Giappone e purtroppo Italia.

Piccole e medie imprese, il 2021 preoccupa 1 azienda su 4

Il 2021 porta con sé, oltre a tante speranze, anche una dose di preoccupazione, specie per le piccole e medie imprese. Come sottolinea una recente indagine condotta dal Centro studi CNA tra gli iscritti alla Confederazione, intitolata “Pensare a un futuro senza Covid. Le aspettative delle imprese per il 2021”, si scopre che un’impresa su quattro teme di chiudere.

Le previsioni degli imprenditori

In merito allo scenario previsto per l’anno appena iniziato il 74,1% delle imprese coinvolte nell’indagine immagina che la caduta del prodotto interno lordo tricolore registrata nel 2020 possa essere recuperata solo parzialmente nel 2021. Il 23,1%, invece, è ottimista e crede che l’Italia sia in grado di riconquistare rapidamente i livelli pre-Covid. Ovviamente le risposte e la visione del futuro sono molto differenti a seconda dei comparti in cui operano le imprese. Infatti mostrano una visione negativa le imprese attive nei settori più colpiti dal lockdown, come costruzioni, turismo e servizi alla persona, mentre hanno prospettive più rosee quelle che operano in aree come i servizi per le imprese, dall’offerta immateriale e con ampie possibilità di intervenire da remoto.

Un terzo delle imprese pensa di crescere

A fronte di un 32,9% complessivo di imprese che nel 2021 ritiene di crescere (l’8,7% presume un incremento sui risultati pre-Covid) o perlomeno di recuperare le perdite accumulate nel 2020 (24,2%), si nota un largo 67,1% scarsamente o per nulla fiducioso nel breve periodo. In particolare, il 40,1% delle imprese intervistate, dopo avere accusato un forte ridimensionamento nel 2020, è convinto che nel 2021 non tornerà ai livelli precedenti. E il restante 27% ha addirittura paura di cessare l’attività nei prossimi mesi. Disaggregando tali dati per settore, la palma dell’ottimismo va al comparto edilizio (il 46,5% è orientato favorevolmente, anche grazie alle speranze riposte nel Superbonus 110% e nelle altre agevolazioni previste per le costruzioni), seguito dal manifatturiero (36,2%). Molto meno fiduciosi, e che temono il rischio chiusure, sono i settori che hanno dovuto sopportare danni economici rilevantissimi, come il turismo (43,5% del totale), il trasporto (33,3%) e i servizi per la persona (31,7%).

Le priorità per ripartire

L’indagine mette in luce quelle che sono le priorità indicate dalle imprese per ripartire. Il 36,4% delle aziende pensa di continuare adottando ancora la diversificazione delle zone a seconda della gravità della situazione sanitaria, mentre il 35,6% ritiene le ragioni dell’economia prioritarie e quindi la necessità di evitare nuovi lockdown. Un 28% chiede infine che l’Italia proceda nel solco degli altri Paesi europei, al fine principale di mantenere invariata la posizione competitiva nazionale.

WhatsApp, cambiano i termini di servizio

Anche se periodicamente girano delle vere e proprie bufale sull’utilizzo di WhatsApp (ad esempio pagare un abbonamento), questa volta è vero: per continuare a usare il sistema di messaggistica occorre accettare i nuovi termini di servizio. Se non lo si fa, dall’8 febbraio si rischia concretamente di non poter più riuscire a chattare. Anche se la “scadenza” è fissata a febbraio, su molti smartphone appare già da ora la nuova versione delle norme che richiede il via libera ai cambiamenti, relativi in particolare alla gestione dei dati degli utenti del server con connessioni con Facebook, che ha acquistato l’applicazione nel 2014.

Cosa riporta l’informativa

La questione più dibattuta all’interno dei termini di servizio si trova al punto ‘Società affiliate’, dove viene riportato: “Facciamo parte delle aziende di Facebook. In qualità di una delle aziende di Facebook, WhatsApp riceve informazioni da, e condivide informazioni con, le aziende di Facebook come illustrato nell’Informativa sulla privacy di WhatsApp, anche al fine di fornire integrazioni che consentano all’utente di connettere la sua esperienza WhatsApp con altri Prodotti di un’azienda di Facebook, per garantire sicurezza, protezione e integrità nei Prodotti di un’azienda di Facebook e per migliorare le inserzioni e l’esperienza dell’utente relativa ai prodotti facenti parte dei Prodotti di un’azienda di Facebook”.  In sintesi, si dice che le informazioni possono essere condivise con altre realtà del gruppo così come che “Le informazioni dell’utente potrebbero ad esempio essere trasferite o trasmesse oppure archiviate e trasmesse”.

E se volessi sapere di più?

Oltre a ribadire che è sempre meglio leggere direttamente tutte le voci presenti nell’informativa, chi vuole saperne di più può visitare il Centro assistenza per ottenere tutte le informazioni del caso o anche, se non si volesse accettare, per eliminare il proprio account. I dati condivisi includeranno informazioni sulla registrazione dell’account, come il numero di telefono, transazioni, informazioni sui servizi e sulle interazioni con altri utenti o aziende, informazioni sul telefono e sul suo utilizzo.

Utenti preoccupati subito attivi sui social

Ovviamente, gli utenti si sono subito scatenati sui social manifestando tutte le loro preoccupazioni. Tanto che non appena è stato diffuso l’annuncio #Whatsapp è stato l’hashtag che ha immediatamente raggiunto i vertici delle tendenze su Twitter. Tuttavia, e forse questa dichiarazione può rassicurare gli utilizzatori che affidano all’app i loro segreti, WhatsApp ha promesso di non condividere nulla del contenuto dei messaggi scambiati. In ogni caso, dovremmo essere tutti più responsabili e almeno leggere quello che ci viene proposto, nel web come nella vita reale.

Mercato auto, 500mila immatricolazione in meno nel 2020

Il 2020 non è stato un anno fortunato per il comparto dell’auto, anzi. La scure della crisi dovuta all’emergenza sanitaria si è fatta sentire sensibilmente anche sull’automotive, tanto che a fine anno le immatricolazioni in Italia difficilmente supereranno la cifra di 1,4 milioni di auto, con una discesa del 26% circa rispetto al 2019, anno in cui le autovetture immatricolate sono state 1,9 milioni. “Il calo è un chiaro effetto della crisi pandemica; tuttavia nel 2021, se il mercato sarà adeguatamente sostenuto da incentivi alla rottamazione, potrebbe esserci un forte recupero, visto che almeno mezzo milione di auto nuove non è stato comprato a causa del lockdown”, affermaLo spiega Alberto Di Tanno, presidente del Gruppo Intergea e co-founder di Italia Bilanci, che ha stilato con FederAuto un dettagliato Rapporto sul settore, la sua evoluzione e i possibili scenari futuri.

Concessionari dimezzati in 13 anni

L’analisi ha però un respiro temporale molto più ampio e considera il periodo dal 2007 al 2019, comprendendo anche le stime per il 2020. Tra i dati più rilevanti, si scopre che nel 2007 i concessionari erano 2.785, mentre a giugno del 2020 meno della metà, 1.294 (35 in meno rispetto al 2019). Tuttavia, a fare da contraltare a questo fenomeno, c’è il fatto che le dimensioni del dealer sono molto aumentate e le strutture sono diventate più articolate. Il fatturato medio ha subito prima una forte decremento, passando da 22 milioni del 2007 al punto minimo di 16,6 del 2012. Dal 2013, la crescita è stata costante e graduale fino ai 40 milioni registrati nel 2019. Mentre per il 2020 si stima il calo del 25% circa, che porta il fatturato medio a 30 milioni. Il mercato delle auto “avrà bisogno di organizzazioni sempre più grandi, preparate, presenti direttamente sul web e capaci di interpretare i bisogni del consumatore”, precisa Di Tanno. “Tra gli elementi di rischio con cui saremo chiamati a confrontarci ci sono la forte variabilità legata alle fluttuazioni di mercato, i margini lordi in contrazione e un mercato sempre più spostato verso soluzioni di mobilità che non favoriscono il conto economico del dealer”.

Usato e online per stare sul mercato

In un mercato in contrazione, cresce invece il canale dell’usato, che sta assumendo dimensioni sempre più significative. Ancora, tra le strategie vincenti che emergono dallo studio, per il prossimo futuro, “c’è l’aumento della componente online. Internet rafforzerà il suo ruolo nella scelta dell’automobile e del concessionario a cui affidarsi. La compravendita continuerà a concludersi dal vivo e in presenza, ma chi vuole comprare una vettura si documenterà sempre di più sul web. Anche la video-chiamata andrà a consolidarsi come strumento di consulenza. Una vetrina online efficace e l’interattività saranno fondamentali”.

Effetto Covid sulle retribuzioni: chi guadagna di più e chi meno

Nonostante le oggettive difficoltà che il 2020 ha portato con sé, vedi alla voce emergenza sanitaria, ci sono anche delle professioni che non hanno subito effetti negativi con il Covid-19, anzi. Esistono infatti delle figure che hanno addirittura visto crescere i loro livelli retributivi (ma altrettante li hanno visti calare). Lo spaccato delle retribuzioni al tempo del coronavirus è il frutto del 28° Rapporto Retribuzioni di ODM Consulting, società di consulenza HR di Gi Group, elaborato su un database di che fa riferimento a un universo di oltre 15 milioni di lavoratori italiani dipendenti di imprese private. La diffusione del Covid 19 e il conseguente lockdown hanno avuto un forte impatto sull’economia, il mercato del lavoro e le imprese italiane. Ad esempio, il rapporto evidenzia che ci sono cinque settori con incrementi, tra i quali il settore Farmaceutico e la GDO, e altri cinque in calo, come la Moda e l’Automotive.

Un blocco generalizzato

Anche se si registra un blocco del trend di crescita nel corso del 2020, dovuto proprio alla pandemia e ai relativi lockdown, ci sono dei settori che, seppur in misura contenuta, presentano delle dinamiche più positive. “In uno scenario di congelamento della crescita delle retribuzioni, il cluster dei comparti è l’unico per cui si sono riscontrati dei trend differenziati, anche se rimangono comunque contenuti – commenta Miriam Quarti, Senior Consultant e Responsabile area Reward & Engagment di ODM Consulting – La pandemia e la conseguente decisione del Governo di dichiarare il lockdown a livello nazionale ha comportato un periodo di sospensione delle attività che ha coinvolto circa i due terzi delle imprese, anche se con tempi e durata diversi, e una conseguente riduzione della produttività industriale. Per questo, anche il mercato retributivo è stato ampiamente influenzato dal contesto economico corrente in cui le attività dei settori che non rientravano tra i cosiddetti servizi essenziali sono state penalizzate in confronto a quelle che hanno potuto continuare a operare sul mercato.”
I cinque settori che crescono di più

Tra quelli cresciuti maggiormente, ci sono cinque settori che rientravano fra le attività essenziali e che hanno subìto in misura minore il lockdown, riscontrando anzi un incremento delle attività e un aumento medio di quasi 600 euro, con un picco di quasi 1.000 euro nell’industria Farmaceutica. Sono: Corrieri/Trasportatori/Logistica; Grande distribuzione food; Farmaceutica; Alimentare; Energia elettrica, gas, acqua.

E quelli che scendono

Purtroppo ci sono anche comparti che hanno registrato un andamento negativo, con una diminuzione media superiore ai 300 euro. Sono ovviamente i settori che maggiormente hanno subito le chiusure: Commercio al dettaglio; Industria dell’abbigliamento/Moda; Pubblici esercizi; Alberghiero; Tessile.

Professionisti di ristrutturazione, installatori, psicologi e spedizionieri: gli esperti più ricercati sul web

Il 2020 è stato un anno anomalo – oltre che decisamente difficile – per tantissimi motivi. Un anno che, sia per il lockdown sia per i timori di esporsi al possibile rischio del contagio, hanno visto moltissimi italiani trascorrere molto più tempo nelle proprie case, alcuni anche a fare i conti con un surplus di stress e ansia. E la ricerca di professionisti ed esperti sul web rispecchia in tutto per tutto questo nuovo modo di vivere con cui ci siamo dovuti confrontare. Da un’analisi di ProntoPro, portale che mette in contatto domanda e offerta di servizi professionali, è così scaturita la classifica delle figure più richieste dai nostri connazionali nel corso del 2020. Servizi per la casa e la persona hanno dominato le domande che gli utenti hanno rivolto alla rete.
Servizi per la casa in pole position, dall’ecobonus al cambio caldaia
Il super ecobonus al 110% introdotto dal Decreto Rilancio allo scopo di favorire e agevolare gli interventi in ambito di efficienza energetica ha fortemente contribuito alla crescita di richieste per professionisti in ambito ristrutturazione casa: new entry nella classifica delle professioni più cercate online rispetto al 2019, questo tipo di servizi conquista direttamente il primo gradino del podio. Seguono a ruota gli installatori di aria condizionata e gli idraulici, soprattutto per i servizi legati alla sostituzione e revisione delle caldaie.

Il ruolo fondamentale dello psicologo
I mesi anomali e difficili che abbiamo vissuto hanno avuto un’importante ripercussione sullo stato d’animo delle persone. Non sorprende quindi che lo psicologo sia stata una delle figure più ricercate sul web. L’aspetto interessante è però che il picco di richieste non si è registrato durante i mesi del lockdown, ma nel periodo immediatamente successivo: da giugno a settembre infatti le domande per un terapeuta sono aumentate del 40%. Sono invece in calo, anche se rimangono sempre nelle prime 10 posizioni cercate, il personal trainer e il nutrizionista.

Il boom delle spedizioni (e delle riparazioni)

Tra le new entry nella top ten delle professioni più ricercate del 2020 ci sono anche due debutti assoluti: si tratta dei servizi di spedizione e di riparazione di telefoni e tablet. La prima categoria è stata spinta soprattutto dalla necessità, a causa dell’impossibilità di spostarsi ma anche di fare approvvigionamenti, la seconda dallo smart working e dalla didattica a distanza. Sì, perché la tecnologia – specie nei mesi più duri – è stata fondamentale per continuare a lavorare, e l’efficienza dei propri dispositivi è ed è stata una priorità assoluta.

Lombardia, ripartono le assunzioni: migliora il mercato del lavoro nel terzo trimestre

Segnali di miglioramento nel mercato del lavoro lombardo: nel terzo trimestre dell’anno si registra una risalita delle assunzioni, grazie soprattutto alla ripresa delle attività nei mesi estivi e a una minore rigidità delle misure per il contenimento del virus. Tuttavia, nonostante qualche spiraglio positivo, il numero di occupati in Lombardia rimane inferiore ai livelli del 2019, con una variazione su base annua pari al -2,4% analoga a quella registrata nel secondo trimestre. Il tasso di occupazione nella Regione si attesta a quota 66,1, due punti sotto il valore dell’anno precedente. I dati sono il frutto di un’elaborazione di Unioncamere Lombardia, che ha pubblicato gli ultimi report sul mercato del lavoro in Regione. La fotografia della situazione occupazionale è comunque fra luci e ombre, anche se non mancano alcuni segnali nella direzione di un cauto ottimismo.

I numeri del trimestre

Come anticipato, il calo delle cessazioni aiuta il miglioramento del saldo, ma blocco dei licenziamenti e CIG rendono difficile stimare l’effettivo impatto della pandemia sui livelli di occupazione. Più nel dettaglio, i dati di flusso, che colgono in maniera più tempestiva i rapidi mutamenti in corso, mostrano una risalita delle assunzioni, il cui numero si attesta a circa 362 mila: si tratta di un valore ancora inferiore allo stesso periodo del 2019 (-12%), ma in chiara ripresa dopo lo “stop” del trimestre precedente (-43,5%). Considerando anche le cessazioni, che su base annua calano in misura più marcata (-16%), il saldo dei mesi estivi risulta positivo e in miglioramento, sebbene i dati cumulati degli ultimi 12 mesi mostrino una perdita di circa 44 mila posizioni rispetto all’analogo periodo del 2019. Le ore autorizzate di Cassa Integrazione si dimezzano dopo il boom del secondo trimestre, pur rimanendo su livelli storicamente elevatissimi: l’ammontare dei primi nove mesi del 2020 (820 milioni di ore) arriva infatti a superare quello complessivo dei sei anni precedenti.

Come sarà il futuro?
“Gli strumenti a sostegno dell’occupazione hanno avuto il grande merito di proteggere molti lavoratori e le loro famiglie, ma rendono difficile capire la reale situazione del mercato del lavoro il saldo occupazionale migliora infatti non solo per la ripresa delle assunzioni, ma anche per il minor numero di cessazioni: nel momento in cui CIG e blocco dei licenziamenti verranno meno, si porrà il problema del riassorbimento dei lavoratori.” ha dichiarato Gian Domenico Auricchio, Presidente di Unioncamere Lombardia. Non resta che aspettare l’evoluzione delle prossime settimane per comprendere meglio quale sarà lo scenario occupazionale del 2021.

Mercato immobiliare, un presente difficile e le prospettive per la ripresa

Inutile negare che il 2020 sia stato un anno difficile per tutti i settori economici, e l’immobiliare non fa certo eccezione. Pur avendo tuttavia retto, specie durante la prima ondata del Covid-19, i numeri riferiti alle transazioni di quest’anno saranno sicuramente inferiori alle attese. Nel mercato residenziale i primi sei mesi dell’anno avevano evidenziato una flessione consistente dei livelli di attività transattiva, testimoniata da una variazione tendenziale del -15,5% nel primo trimestre, a cui era seguito un calo ancora più intenso- -27,2% – nel secondo trimestre. Le previsioni di calo per il quarto trimestre porteranno a chiudere l’anno nell’ordine delle 500.000 unità transate (-17,1%) secondo lo scenario “Base”, o 491.000 unità transate (-18,7%) secondo lo scenario “Hard”. Considerato che, prima della diffusione del Covid-19, le previsioni per l’anno in corso prefiguravano un numero di compravendite pari a 612mila, risulta evidente l’ampia quota di mercato che la pandemia ha eroso.Sono alcuni dei dati emersi dal 3°Rapporto sul mercato immobiliare di Nomisma, istituto di ricerca bolognese.

Dopo l’estate, è cambiato il sentiment

Il report sottolinea come l’andamento del mercato – in particolare il residenziale – sia stato contraddistinto da un deciso ottimismo durante l’estate, con una forte intenzione d’acquisto da parte delle famiglie e l’appoggio delle banche, mentre dall’autunno il clima è cambiato a causa della seconda ondata del virus. Non soffre, invece, il comparto delle ristrutturazioni e riqualificazioni, grazie soprattutto al Superbonus110%.

Come sarà il 20201 e quali città si riprenderanno prima?

Per il 2021, si prevede che l’andamento delle transazioni dipenderà dal rimbalzo a livello economico e dalla tempestività ed efficacia con cui i vaccini saranno resi disponibili. Al momento, comunque, per il prossimo anno si prevede uno scenario non così diverso da quello del 2020 e una risalita graduale che si manifesterà nel 2022-2023. “Le compravendite non sono l’unico indicatore ad andare verso il basso. Tutti gli indici di performance del residenziale, infatti, hanno subito una flessione, compresi i prezzi” ha dichiarato Luca Dondi, AD e Responsabile scientifico dell’Osservatorio Immobiliare Nomisma. Se la flessione dell’indice è il denominatore comune di tutti i mercati, quello che cambia è la sua intensità. A questo proposito, a livello di mercati, Bologna, Firenze e Milano, che nel 2018-2019 avevano performato molto meglio degli altri, sono gli stessi che, nel 2020 hanno avuto la flessione più importante. Allo stesso tempo, si prevede che Bologna e Milano saranno le prime città a manifestare significativi segnali di ripresa.

Google, tra Coronavirus e pizza le ricerche degli italiani nel 2020

Se in questo complicato 2020 c’è una certezza, è che Google alla fine dell’anno rende pubblica la classifica delle ricerche degli italiani. E, ancora una volta, non sorprende che la parola più cercata degli ultimi 12 mesi sia stata Coronavirus, insieme ad un altro termine legato all’emergenza sanitaria: Amuchina. E’ questo il quadro, tra ansie, preoccupazioni, smart working e tanti lutti, che emerge dal rapporto “Un Anno di Ricerche 2020”, che il colosso del web ha realizzato ad hoc anche per il mercato italiano. Insieme a ricerche strettamente legate ai vari lockdown – come dad e didattica a distanza – i nostri connazionali hanno googlato anche per scoprire ricette casalinghe e per saperne di più sui personaggi famosi scomparsi, come il mattatore Gigi Proietti e la leggenda del calcio Diego Armando Maradona.

Le parole chiave di un anno difficile

Come dicevamo, gli italiani hanno digitato sulla tastiera tantissimi termini e argomenti legati alla pandemia. Tra le prime 10 domande poste a Google, spiccano  “Perchè si chiama Covid 19”, “Perchè in Germania pochi morti”, ma anche “Perché le scope stanno in piedi” e al primo posto “Perché votare sì al referendum”. Le prime tre parola googlate sono nell’ordine Coronavirus, Elezioni Usa e Classroom, mentre le persone più ricercate sono Alex Zanardi, Silvia Romano e Donald Trump (il premier Giuseppe Conte è al quinto posto, dopo Joe Biden). Nei “Cosa significa” ai primi posti ci sono le parole pandemia, Mes e Dpcm, ma anche Black Lives Matter, il movimento attivista nato all’interno della comunità afroamericana.

Come fare…

Google si è rivelato anche un ottimo alleato nel risolvere i problemi. Ad esempio (e qui entrano in gioco i mesi di lockdown), nella sezione “come fare…” le questioni clou sono state il pane in casa, le mascherine e il lievito di birra. Nel gruppo del fai da te, stupisce un po’ che la prima ricerca per quanto riguarda l’ambito casa sia come realizzare un pollaio, mentre per la cura della persona non si contano le ricerche per preparare l’amuchina home made.

Ricette ed eventi

In emergenza sì, ma senza cose buone mai: gli italiani si confermano dei fan della dieta mediterranea anche in mezzo alla pandemia, tanto che le ricette più ricercate sono state quelle per la pizza, il pane, i cornetti, il lievito madre e gli gnocchi di patate. Infine, la classifica degli eventi più cercati nel 2020: sono il Campionato di serie A, le elezioni Usa e il Festival di Sanremo.

Mercato immobiliare, in positivo l’andamento delle compravendite nel quarto trimestre 2019

L’Istat ha appena reso noti i dati relativi alla compravendite immobiliari relativi al quarto trimestre del 2019. Nel periodo in esame sono state 233.755 le convenzioni notarili di compravendita e le altre convenzioni relative ad atti traslativi a titolo oneroso per unità immobiliari. Depurate della componente stagionale, aumentano dello 0,6% rispetto al trimestre precedente, con un incremento dello 0,8% per il settore abitativo e un calo pari a -1,3% per l’economico. L’andamento geografico è abbastanza omogeneo. Soprattutto per il settore abitativo si registrano variazioni congiunturali positive in tutte le aree geografiche del Paese (Sud +1,8%, Isole +1,6%, Nord-est e Nord-ovest +0,7%), ad eccezione del Centro (-0,1%). Diverso è invece l’identikit riferito al settore economico: cresce infatti al Sud (+4,1%) e nel Nord-ovest (+3,2%), mentre si rileva una contrazione nel Nord-est (-7,8%), Centro (-5,5%) e Isole (-2,3%).

Il 94% si riferisce a trasferimenti di proprietà immobiliari a uso abitativo

Le operazioni sono in larghissima maggioranza riferite al comparto abitativo. Nel dettaglio, il 94% delle convenzioni stipulate riguarda trasferimenti di proprietà di immobili a uso abitativo (219.742), il 5,6% quelle a uso economico (13.091) e lo 0,4% le convenzioni a uso speciale e multiproprietà (922). Rispetto al quarto trimestre 2018, le transazioni immobiliari aumentano complessivamente dell’1,5% (+1,7% per il settore abitativo, +1,2% per quello economico). Per l’abitativo, variazioni tendenziali positive si registrano in quasi tutte le ripartizioni geografiche del Paese – Sud (+4,5%), Nord-est e Isole (entrambi +2,1%), Nord-ovest (+1,1%) – ad eccezione del Centro (-0,4%). Per l’economico, l’incremento interessa Sud (+6,6%), Nord-ovest (+2,5%) e Isole (+1,3%), mentre Centro e Nord-est risultano in flessione (rispettivamente -3,4% e -0,7%).

Casa, bene nei piccoli centri, stabile in città

Tra le evidenze significative del rapporto, spicca il fatto che il settore abitativo – con una tendenza già in atto da qualche tempo – cresce soprattutto nei piccoli centri, con una percentuale del 3,1%, mentre è stabile nei grandi centri urbani (-0,1%). Il comparto economico presenta invece un andamento opposto: bene nelle città metropolitane (+2,9%) e stabile nei piccoli centri  (+0,1%). Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare (nel trimestre in oggetto sono state complessivamente 110.293) aumentano dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e diminuiscono del 4,5% su base annua. Queste convenzioni registrano variazioni congiunturali positive nel Nord-ovest (+1,0%), Nord-est (+0,6%) e Sud (+0,5%) e negative nel Centro (-0,7%) e Isole (-0,2%).